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    Phenium

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Fake us?

Allo spegnersi della solita intro malinconica di pianoforte, ecco il suono dei thrasher Phenium da Roma.

Ed è subito delusione. La ritmica ipercompressa da subito colpisce, ma basta un ascolto un po’ più attento per cogliere la slegata performance che il compressore tenta di compattare.

Ma il vero colpo di grazia viene dato dalla voce. Versatile sulla carta nel suo destreggiarsi tra growl, scream e pulito, ma in realtà debole e sgraziata in ambetre i campi.
Altro punto dolente le scolastiche chitarre soliste, che mai escono da una schematico va e vieni di scale a tempo con la ritmica, senza comunicare nulla di diversificato. Qualche intuizione qua e là si intravede.
Rimandati.

Thrash metal con qualche spunto vagamente black suonato con impegno, ma poco incisivo.

Pro

Contro

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