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Piacenza trema

Gli inseguimenti con le Alfa, i baffoni di Maurizio Merli, gli zoom esasperati, Barbara Bouchet che balla e Gastone Moschin che la prende a schiaffi. Il poliziesco all’italiana, un genere cinematografico fatto di talento e mestiere, per troppo tempo relegato nella scomoda area del trash, ha prodotto icone e stili che pur avendo soltanto sfiorato la storia del cinema “importante” hanno fatto irruzione nell’immaginario nazionale con le armi spianate. I Calibro 35 ne riportano in vita le atmosfere riproponendo e attualizzando le meravigliose colonne sonore dell’epoca.

La band, capeggiata dall’organista e polistrumentista Enrico Gabrielli, dal vivo opta per un approccio decisamente rock. Basso, chitarra, batteria e i succitati synth analogici sono gli elementi cardine di un suono che, pur attento alla filologia e ai riferimenti settantiani, mostra una compattezza, un nervosismo e un’essenzialità che sono completamente figli dei nostri tempi. La perizia tecnica dei membri è pari alla naturalezza e all’impulso con cui i quattro intrattengono un pubblico numeroso ed eterogeneo.

Nonostante l’ago della bilancia sia spostato sull’impatto elettrico, sono comunque valorizzati i tratti elevati delle composizioni originali: Enrico si esibisce anche ai fiati, tra i quali il flauto traverso per una perfetta riproposizione del tema di “Milano Calibro 9″; il basso di Luca Cavina è l’arma definitiva del funk, la chitarra di Massimo Martellotta è la droga psichedelica sciolta di nascosto nel tuo cocktail, i colpi di Fabio Rondanini sono le pallottole vaganti della sparatoria. La carrellata musicale è esaustiva e omaggia tutti i compositori di rilievo, come Luis Bacalov, Franco Micalizzi e quel monumento vivente di Ennio Morricone, con l’imprescindibile tema da “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto”.

L’esibizione è rapida e fulminante come una rapina a mano armata, e in un’ora scarsa i Calibro 35 riversano piombo in un locale raccolto e intimo, forse più adatto a performance rilassate, ma che consente di apprezzare sia l’energia che le finezze messe in gioco dalla band. Un colpo ben riuscito.

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