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Magheggi da briganti

Capitanato dall’istrionico Antonio Brigante, il quartetto romagnolo dimostra, al debutto, di saperci fare con le note, in modo spassionato e divertito.
I nove brani che compongono l’album – anzi, dovremmo dire i nove frammenti di memoria, visto il titolo – si alternano tra linee armoniche caratteristiche della musica da vera e propria banda scherzosa ed altre che, invece, tendono al cantautorato più serio.

Chitarra, pianoforte, percussioni portatili e non, scacciapensieri, contrabbasso e violino sono gli strumenti cui attingono i quattro musicisti, dando vita ad un panorama vario che spazia dal folk alla tradizione balcanica, passando attraverso la storia d’Italia.

Proprio in merito alla memoria del Bel Paese, “Un Sabato Di Pace” è la canzone che maggiormente si fa portavoce dello stato in cui vessò (e vessa) la nostra patria.
“Un Giorno In Stazione”, intanto, sembra essere stata pensata appositamente per i pendolari, costretti a salire/scendere sui/dai treni, nonché a trovarsi in situazioni della serie “altro che dimensione parallela”.

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Contro

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