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Pier Bernardi ci racconta “Re-Birth” in un Track by Track esclusivo

Il giovane e talentuoso bassista  e compositore emiliano Pier Bernardi ci racconta, in un’esclusiva su LoudVision, il track by track del suo nuovo progetto (e primo disco da solista) dal titolo “Re-Birth” (del tutto strumentale) in uscita il prossimo 24 febbraio (XY Label/Arvmusic).

L’album è stato registrato al Dudemusic di Correggio insieme a grandi musicisti internazionali  come Martin Kent “Ace” (Skunk Anansie) alle chitarre, Giovanni Amighetti ai synth e alla produzione del disco e Michael Urbano (Sheril Crow, Smash Mouth, Ligabue, Zucchero) alla batteria.

Pier Bernardi vanta di una carriera artistica che è il frutto di un percorso iniziato nel mondo del rock e con il tempo affinatosi grazie alle sue preziose collaborazioni con rinomati musicisti italiani e internazionali.

E’ un disco di una certa rilevanza per Bernardi, una sorta di rinascita artistica e anche personale. L’artista trasforma le sue emozioni e sentimenti in musica, e ci riesce benissimo.
Nelle dieci tracce che compongono l’album scopriamo più a fondo la vita del giovane compositore, scene del quotidiano dove ognuno di noi può rispecchiarsi.

 

TRACK BY TRACK by Pier Bernardi

A Bus In Your Hand
Legato alla prima volta in cui presi per mano una ragazza, alla discesa dal bus in città. Con la scusa della pericolosità della strada, presi la sua mano e da li iniziò una storia di 7 anni, avevo 17 anni. Il brano musicalmente sviluppato da me e da Ace si muove su un mio solo di slap all’inizio e poi ad un solo basato su un fraseggio jazz ma interpretato da una mano rock. Nato in studio è il risultato del feeling musicale che ho avuto con Ace. Importanti i Synth di Giovanni che nel sottofondo sostengono con forza la base ritmica mia e di Michael.

Stars and stones
Ricerca di un tema molto incisivo e melodico che viene infatti doppiato nella seconda parte della canzone dall’unisono con la chitarra di Ace. Il brano è molto tecnico, centralmente c’è un tapping polifonico piuttosto complesso che oltre alle ottave come “bassi” usa anche altri tipi di accordi come quelli in minore per dare al brano un respiro più contemporaneo e stilisticamente ricercato.

World Syncope
Dedicata alla mia miglior amica che è venuta a mancare 10 anni fa, l’amica che ti passa le versioni di latino 5 minuti prima di entrare in classe, quella che ti vuole bene indistintamente da ciò che fai ma solo perché sai che qualcosa vi unisce. Scrissi nel mio studio il tema ma ero talmente concentrato a trovare la frase musicale che le assomigliasse che ci misi più di una settimana. Il respiro vagamente orientale nel centro della canzone è legato al mio amore per le melodie world e in particolare a quelle asiatiche. Nel brano non ho voluto chitarre ma solo Synth perché la canzone doveva arrivare nota per nota a Chiara ragazza dolcissima ma complessa come ho cercato di dipingere nel brano. Il solo finale è l’espressione della mia rabbia per la sua sorte e per ciò che sempre mi porterò dentro.

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I’m Ready Now
Era una mattina di settembre, Ace durante le registrazioni come anche Michael dormiva a casa mia. In quella mattina fu proprio il chitarrista degli Skunk Anansie a svegliarmi dicendomi che gli era venuto in mente al suo risveglio un riff. Io mi catapultai giù dal letto ci mettemmo in sala senza attaccare gli strumenti e iniziò a farmela sentire, io gli andai dietro col basso Michael teneva il ritmo. Tre ore dopo eravamo a Correggio al Dudemusic a registrarla.
Ah quella mattina nessuno fece colazione! Le influenze qui vanno dagli Skunk Anansie ai Rage Against The Machine e a tutto il crossover degli Anni ’90, ma con un tiro più duro, da notare nello special le chitarre di Ace che ricordano ed omaggiano i suoni e lo stile di Hendrix.

While You Are Sleeping
Canzone scritta tutta in una notte in Calabria mentre ero ospite della mia fidanzata a casa sua. Quella sera non avevo sonno e mi misi sull’ampio terrazzo di casa che dava sulla porta finestra dove io e lei avevamo la camera. Una luce tenue la illuminava mentre dormiva ed io seduto fuori nella notte avevo quell’immagine davanti, la ragazza che amavo nella serenità del suo sonno. Le note uscirono una dietro l’altra, quando la scrissi sul pentagramma per non dimenticarla la luce del cielo era già chiara, era mattina, una delle notti più belle della mia vita. Si sentono le influenze della musica del Sud Italia perché volevo tradurre in musica un po’ delle sue origini calabresi. Questo lo si nota bene nella melodia centrale del brano insieme ad ampio uso del tapping e degli armonici. Il tapping in particolare è un tapping armonico puramente melodico, proprio per questo difficile da rendere perché conta tantissimo la dinamica e l’espressività. In studio poi Giovanni con i suoi Synth creò il tappeto perfetto per il brano.

 

Grace
La canzone a cui sono più legato. Nacque come solo le cose speciali possono nascere. Io ero di ritorno da un concerto, incredibilmente arrivato a casa guardai l’orario ed era solo l’una, facevo 20 date al mese e mi sembrava di avere ancora molta energia. Mi voltai nella mia macchina e tirai fuori il basso dalla custodia, era estate, aprii la portiera e mi misi a suonare seduto in macchina. Ed ecco il caso che si mette a giocare con noi, nel viaggio di ritorno dal live il basso si era completamente scordato, ma si era scordato in un modo incredibile cioè in un accordatura di re aperto perfettamente melodica e intonata. Decisi di suonarlo così e in questo modo nacquero gli armonici e il tapping dell’intro della canzone, subito dopo il tema e nel giro di poco avevo capito che quella sarebbe stata la canzone più bella che avessi scritto fino ad allora. Tra armonici, tapping  e melodia “Grace” è un vero ringraziamento alla musica e a quel momento in cui quella canzone mi cadde dall’alto dentro ed io non dovevo far altro che suonarla. Non mi sbagliai infatti a considerarla una canzone magica. “Grace” doveva essere un brano di solo basso, l’unico dell’album. Mesi dopo però quando fui in studio con David Rhodes, Paolo Vinaccia Roger Ludvigsen e Amighetti per registrare l’album “Fermi Paradox” commissionatoci dalla Nasa e prodotto da Amighetti, decidemmo di suonare solo 1 volta tutti insieme Grace, perché Amighetti l’aveva fatta ascoltare poco prima in studio e tutti ne erano rimasti piacevolmente stupiti e tra di noi ci dicemmo sorridendo: “Why not?”. Il risultato di quell’unica take è la traccia numero 6 dell’album.

Blonde Noise
Canzone molto incentrata sulla batteria di Michael che con particolare maestria trovò subito il ritmo al mio tema. Giovanni ed i suoi synth creano l’ambiente del brano e le diverse dinamiche. E’ un omaggio alla confusione di questa era, un rumore biondo che mi ricorda Berlino dove per anni feci spola proprio perché avevo una relazione con una ragazza tedesca. Berlino da me sempre considerata centro d’Europa mi faceva sentire, odorare, e vedere questo movimento culturale e musicale underground interessantissimo ed il rumore che ne usciva era bellissimo e spesso futuristico.

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Little Square of Miracles
Nata da una mia idea ma composta insieme ad Ace e Michael, si rifà al mondo sonoro delle ballad rock un po’ alla Pink Floyd dove al centro invece che la voce ci sono i soli miei e di Ace come fossero voci che si parlano con ferma dolcezza. La piazzetta dei miracoli è un posto che esiste veramente ma non posso dire di più.
Scrissi gli accordi del brano al volo sul pentagramma che avevo sempre con me in quel periodo prima di scordarli e senza ovviamente avere il basso sottomano.
Questa canzone nacque dunque proprio su una delle panchine di quella piazzetta. Il fraseggio dei miei soli è esattamente nel mio stile, non sono mai stato forzato a scrivere diversamente dal mio produttore che mi ha lasciato molto margine compositivo. Tanto nella musica come nella sua composizione è uno dei brani più “magici” dell’album proprio perché ispirazione e tecnica si incontrano e si reincontrano senza essere mai d’intralcio l’uno all’altro.

Dresses Upon Us
Scritta nel Sud Italia porta con sé tutta l’ispirazione di quelle terre in particolar modo la Calabria. La prima parte in arpeggio è molto complessa non per la velocità dell’arpeggio ma per le posizioni degli accordi. La melodia ancora una volta è basata su un tapping melodico intermezzato da armonici e da un fraseggio più classico. E’ forse il pezzo più classico (inteso come musica classica italiana) del disco. Giovanni poi nei momenti in cui entra con i suoi synth amplifica questa percezione grazie alla scelta di suoni che ricordano colonne sonore come quelle de “Il Padrino” e sensazioni di luoghi caldi, vissuti e pieni di passione.

My Eyes Are Yours
Canzone dedicata a mia madre scomparsa quando avevo 16 anni e a mio padre scomparso quando ne avevo 25 e nello stesso anno in cui diventai professionista.
E’ la canzone più profonda personalmente per me e si basa su una composizione di Giovanni nella quale ho trovato il respiro che cercavo. Il tapping iniziale e finale giocano proprio da contrasto con la morbidezza e la melodia della parte centrale. Una traccia è dedicata alla ritmica che in un primo momento sembra essere una chitarra ma che invece sono sempre io con il basso che lo uso in modo ritmico. Tra armonici e frasi è un inno all’amore e un buon auspicio per la mia rinascita.

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