Home > Zoom > Pier Mazzoleni: il nuovo disco “Gente di terra” traccia per traccia

Pier Mazzoleni: il nuovo disco “Gente di terra” traccia per traccia

La spiritualità è l’unico vero protagonista in un disco che potremmo definire figlio di questa Terra più che di questo tempo. Le liriche di Pier Mazzoleni restano sempre il maggior incanto della sua produzione d’autore e in questa ricca occasione di rinnovamento e rivoluzione si rende di nuovo pubblico con un disco che richiama la Francia di suggestioni romantiche e bohémien e quel populismo di genti e di viaggi di provincia e di mare, sposando a pieno disegni e costumi di un De Andrè ultimo periodo. Da qui un titolo che ci piace tanto: “Gente di terra”. Il nuovo disco di Pier Mazzoleni è oggi ma ha il sapore di sempre. LoudVision ve lo racconta traccia per traccia.

Pier Mazzoleni, “Gente di terra” traccia per traccia

 

Un giorno un uomo

Un tributo, dal sapore spirituale, e non religioso, all’uomo che ha saputo percorrere i suoi sogni e gli ideali. Quell’uomo che ha attirato a sé le più svariate genti solo con la forza della parola.

 

Dolce Maddalena

La storia di una donna in cerca dell’amore del suo Dio. È il suo sentimento più puro che si mischia con l’enfasi di un amore carnale. La chitarra si lancia in un susseguo di note spagnoleggianti.

 

Volo

Il viaggio di chi sa allontanarsi dal mondo caotico per ritrovare se stesso. “La vita è un viaggio”, dice l’autore, e certamente è così. La vita è il più bel viaggio del mondo, da compiere senza pregiudizi.

 

Uomo di legno

Una traccia del percorso mistico, parte sostanziale di questo album. Un brano che scorre a suon di canzone popolare, sull’incedere arpeggiato della chitarra. È la vicenda di un uomo “di terra e di mare”, come si canta.

 

Gente di terra

Il fischio iniziale, le voci a rincorrersi come in un grande mercato, gli strumenti atipici, sono i primi segnali della canzone Gente di terra. Una infinita marcia sul globo tra amare illusioni di piedi in movimento e voci che hanno ancora coraggio di farsi sentire. Gente a cui “la vita promette”, mentre “la morte la osserva”, come scrive Pier.

 

Il terrorista Jo

Il disco è in buona parte un concept album, Il terrorista Jo evidenzia quel senso di profonda amarezza di un uomo evaso dalla galera; uomo innocente a suo dire. Quando tutti lo considerano un criminale lui grida “Non sono io quello là no non sono io”. Per affinità, l’autore, accosta questa storia alla stessa vita di Dio.

 

Una rosa che non c’era

In Una rosa che non c’era si respira un’atmosfera di pace. Si evince anche qui che questo è un progetto in forte movimento. La fisarmonica trasporta il brano in una dimensione  popolare ricca di pathos.

 

Sono Dio

Forse l’apice di questo percorso. È proprio Dio che racconta il quotidiano, senza cliché, è una voce aperta e priva di caos. La melodia facile si unisce alle metafore testuali. L’assolo giunge al momento propizio per essere gustato in totale libertà.

 

Esmeralda

Una ballata d’altri tempi. Caustica ma reale, il cui protagonista, Sigismondo, sa di essere il carnevale di fronte alla donna che ama, da lui paragonata al Natale. Nella parte finale un flauto dal sapore medievale si lancia in un dolce e magico giro di valzer.

 

Cambiamento

Lo specchio dei nostri giorni. Una canzone nella quale i logori e ormai ammuffiti conformismi si scontrano contro chi ha desiderio di evoluzione, chi ha necessità di cambiare le cose. La  strofa è in italiano e il ritornello in lingua portoghese. “È solo uno sguardo che trasforma il mondo”, sussurra alla fine l’autore, su una chitarra spagnola suadente. La stessa frase viene riproposta nel ritornello, chiave di tutto.

 

Per chi

Una poesia fatta di frasi da ricordare, da appendere come tanti post-it, pezzi di vita quotidiana. Un mutamento agognato, quello a cui Mazzoleni ambisce per un mondo che hai il dovere di rinnovarsi. Un’altra canzone di viaggio, in cammino, per chi sa come viaggiare.

Scroll To Top