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  • Pierpaolo Capovilla: Obtorto Collo

    La Tempesta / universal

    Data di uscita: 27-05-2014

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Ci sono artisti che arrivano ad un momento della loro carriera in cui, credo, sentano il bisogno di una tappa compiuta in modo differente: un album solista, per esempio. Con “Obtorto Collo”, Pierpaolo Capovilla ha esattamente percorso questa direzione, creando 11 tracce che sono il riflesso della sua personalità complessa, culturalmente alta e, linguisticamente parlando, irriverente. La locuzione latina che dà il titolo all’album e alla nona traccia (obtorto collo, che si potrebbe tradurre con “controvoglia”), è già di per sé una sfida: narrativa oltre che musicale, che trasferisce l’ascoltatore in una sperimentazione sonora che lascia un po’ basiti, ma anche infastiditi, e pure estasiati.

È un album composito: stonature, cupezza, ossessione per la reiterazione, ma anche grandi melodie, aperture sonore, con clarinetti, violini, pianoforte, pianole e coro di voci bianche. Le canzoni sembrano a volte spezzarsi, bloccarsi e riprendere, questo perché la musica segue quasi fedelmente il parlato: il ritmo è scandito dalla recitazione di Capovilla. La voce fa da padrona tanto che, per esempio, nel brano “Dove Vai” la musica della strofa (davvero piacevole) viene completamente sovrastata dal mormorare molesto dell’artista, o come “Obtorto Collo” che ha una dimensione da palcoscenico teatrale estrema; insomma, pezzi che danno impegno nell’essere ascoltati e una certa difficoltà. Ma poi l’album si illumina con canzoni da scoprire e amare, “Come Ti Vorrei” o “Bucharest”, un capolavoro.

Ognuno ci leggerà ciò che sente all’interno di questo percorso, se vorrà. Ma state certi che l’esordio di Capovilla come solista non può lasciare indifferenti, nel bene e nel male.

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Contro

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