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Pierre Verger all’Auditorium: L’uomo dei tre continenti

Fotografo, scrittore, etnologo, babalao (gran sacerdote), Pierre Verger (1902-1996) è una delle figure più affascinanti e poliedriche nel panorama della fotografia del ’900. La bella mostra allestita all’Auditorium Parco della Musica di Roma in occasione del Festival del Cinema comprende un’ottima selezione degli scatti che il fotografo e studioso parigino prese a partire dal suo primo arrivo in Brasile nel 1946, fino ai primi anni ’50.
Dopo aver trascorso gli anni ’30 viaggiando da una parte all’altra del globo, questo straordinario personaggio scelse Salvador de Bahia come suo approdo stabile, continuando per tutta la vita a spostarsi da una sponda all’altra dell’Atlantico per dedicarsi alla sua più grande passione: l’Africa.

Le foto della mostra sono uno spaccato di vita quotidiana nella Salvador della metà del secolo scorso. Verger si sofferma sulle attività, gli svaghi, le feste di un popolo ritratto in tutta la sua varietà ed estrema ricchezza culturale. I soggetti che predilige sono i lavoratori del porto, spesso colti nei momenti della pausa, mentre dormono o si riposano osservando pigramente il lavoro altrui, ma anche ballerini di capoeira, cortei festosi per le vie della città, e donne che ballano la samba.

Ma soprattutto, questi primi anni da fotografo rivelano già tutto il suo profondo interesse per le reciproche influenze tra Brasile ed Africa. E allora troviamo gli scatti dedicati al Candomblé, i culti religiosi afro-brasiliani, figli di quei riti che il popolo africano schiavizzato portò con sé sull’altra sponda dell’oceano. Di questo parla anche il bellissimo documentario dal titolo “Pierre Verger: Mensageiro Entre Dois Mundos”, che il Festival del Cinema ha incluso nella sezione Occhio sul mondo, dedicata al cinema brasiliano. Il film alterna spezzoni di un’intervista, che Gilberto Gil fece a Verger il giorno prima della sua scomparsa, a un racconto e una fedele ricostruzione del viaggio da lui compiuto in vita, alla scoperta dei significati più profondi della cultura dei popoli d’Africa. E dimostra come ben presto la fotografia, pur restando un formidabile mezzo espressivo per Verger, divenne un pretesto, uno strumento per documentare le ricerche di questo europeo, che per studiare l’Africa doveva passare dal Brasile, e viceversa.

La mostra Il Brasile di Pierre Verger rimarrà aperta fino al 5 novembre, a ingresso gratuito, negli spazi di AuditoriumArte, in viale Pietro de Coubertin, con il seguente orario: 9.00-23.00, fino al 31 ottobre; 11.00-21.00, sabato 1 e domenica 2 novembre; 17.00-21.00, dal 3 al 5 novembre.

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