Home > Recensioni > Pig Destroyer: Natasha
  • Pig Destroyer: Natasha

    Pig Destroyer

    Data di uscita: 11-11-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Coitus interruptus

Vi ricordate “Terrifyer”? Era un disco di trentadue tracce pestatissime e molto molto hardcore, che svelava alcune delle vere radici dei Pig Destroyer. La band aveva allegato a quel disco un DVD, intitolato “Natasha”, esperimento sonoro a metà tra ambient, colonna sonora, doom e industrial rumoristico stile Godflesh.

Ecco, se vi ricordate quel “Natasha” sapete già cosa aspettarvi da questa ristampa targata Relapse, che altro non è se non la stessa canzone pubblicata come EP. Se non ve lo ricordate vi rinfrescheremo la memoria: trattasi di traccia unica di una quarantina di minuti che, essendo una canzone dei Pig Destroyer, parla di violenza e serial killer. Inconfondibilmente Godflesh sia nelle parti più dirette sia in quelle più noise, “Natasha” non è una canzone statica né monotona, ma oscilla tra estremi sludge quasi à-la-Melvins e momenti sospesi e sostanzialmente ambient.

Tanta grazia e nobiltà di influenze potrebbe sfociare in un capolavoro; purtroppo non è esattamente così. Innanzitutto perché “Natasha” era nato come DVD audio mixato in 5.1, aspetto che si perde nella versione CD. In secondo luogo perché non tutto è perfetto a livello di suoni: la batteria in particolare suona finta ed eccessivamente fredda, facendo perdere un po’ di tiro ai momenti più riffosi. Infine perché queste cose le hanno già fatte altri, e non sempre riciclare un’idea significa renderla fresca e appetibile.

Peccato, perché comunque la qualità c’è, insieme a qualche intuizione che fa rizzare i capelli in testa. “Natasha” è quindi promosso con riserva. Insomma, Scott Hull e soci sono intelligenti ma non si applicano abbastanza, come si diceva a scuola.

Scroll To Top