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    Pineda

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Mai abbastanza

Lo aveva annunciato tempo fa e, fedele alle sue parole, Mr. Moltheni si è ritirato dalla scena musicale. Ma questo non significa che il suo far musica non possa contribuire a un collettivo di altri musicisti e creare quindi i Pineda.

Nasce così il debutto di una band italiana che intitola le canzoni con parole inglesi e compone canzoni strumentali. Il tocco di Moltheni si sente, anche se interpreta una sonorità più elettrica rispetto ai suoi ultimi lavori da solista. Se ha dato una svolta alla sua carriera il cambiamento non poteva che essere di maggior impatto.

Psichedelico, rock, sperimentale. L’album omonimo dei Pineda non delude, ammalia nelle vastità oceaniche delle sue forme rock.

Un po’ anni ’70, un po’ alternative odierno. Ottima miscela che prende fuoco alla prima scintilla. Il futuro radioso dei Pineda ci pone in una condizione di pura tranquillità verso l’avvenire, sicuri che questa band ci regalerà altri dischi intensi, studiati apposta per allietare orecchie e cuore.

Difficile non poter tornare a parlare del maestro. Sguardo perso, barba incolta: pur di avere ancora Moltheni in sala di registrazione, ci accontentiamo anche che si confonda in una band.

Pro

Contro

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