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Pino Scotto: Datevi Fuoco (Lo Scotto Da Pagare)

Essere Pino

Potrebbe essere il disco più discusso dell’anno, così come il più ignorato. Questo perché Pino Scotto è un po’ come il Grande Fratello. Qualcuno non può fare a meno di lui, del suo essere personaggio, qualcun’altro gradirebbe la sua eliminazione immediata da ogni forma musicale e di intrattenimento, ma ambedue le fazioni inevitabilmente non sanno trattenersi dal parlare di lui. Il buon Pino, personaggio quasi mitologico nella storia dell’hard rock e dell’heavy metal made in Italy anche questa volta la combina grossa, tirando fuori un disco (ed un libro, di cui però non parleremo in questa sede) fatto di dodici brani più o meno recenti, rivisitati in compagnia di una trentina di ospiti (anch’essi più o meno illustri). Lo spirito da rocker duro e puro che anima Pino Scotto si riversa con semplicità nei brani proposti, andando a comporre un filo conduttore unico e solido che altrimenti, vista l’anteticità dei musicisti impegnati, verrebbe meno. Così prende forma una sorta di miracolo artistico, per il quale si riesce piacevolmente a passare dalle voci rappate di J Ax a quella non esattamente streetstyle di Morby; se lungo il cammino poi si incontrano Enrico Ruggeri, Trevor dei Sadist, Le Vibrazioni, Saturnino e Mauro Pagani, di certo non ci stupiremo più di tanto. L’elenco dei guest è talmente lungo da renderci impossibile una menzione per tutti, menzione che invece è doverosa per l’ex-Vanadium, artefice dell’ennesima prova di carattere e di personalità artistica. Al di là del plauso, “Datevi Fuoco – Lo Scotto Da Pagare” si presenta come una retrospettiva della vita e dell’essere di Pino Scotto ed in questo senso deve essere valutato, valido simulacro degli eccessi di un’esistenza vissuta con una totalità che non tutti apprezzano. E se il disco non vi piace, sapete bene cosa vi direbbe Pino. “Datevi Fuoco!”.

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