Home > Recensioni > Pissed Jeans: Honeys

Miele sui pantaloni

Bradley Fry, Randy Huth, Sean McGuinness e Matt Kosloff sono quattro tipelli tosti provenienti da Allentown, Pennsylvania.
Non gli piace tenersi dentro le impressioni che hanno del mondo, tanto che è ormai da quasi dieci anni che le esternano per mezzo di un hardcore punk che risente in modo contagioso degli anni Ottanta.

“Honeys” è, per essere precisi, il quarto LP della band, composto da dodici canzoni dirette e subitanee in cui regnano le chitarre distorte ed una linea di basso perennemente carica. La batteria, d’altro canto, segna imperterrita il passare del tempo con ritmi repentini e solo a sprazzi più claustrali.
Nulla da dire sulla voce del frontman, irosa e sfrontata come poche: praticamente adatta a un gruppo che si chiama Pissed Jeans.

“Loubs” è una bella sorpresina dopo tutte le urla che la precedono: suona quasi come un pezzo rubato alla band di un amico dei Blues Brothers e modificata per sembrare maggiormente allettante ai fan del post-hardcore.
Non che l’incipit del disco, “Bathroom Laughter”, sia di poco conto. Anzi, a noi è garbata molto.

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