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Piuma o ferro?

Lo ricordiamo per “Chariot”, singolo che continua ancora oggi a girare per tutte le radio, e difficilmente il grande pubblico modificherà questa memoria.
Gavin DeGraw è un cantautore americano dall’aspetto belloccio e dai suoni intimi, che ha preso una strada parallela a quella di ben più fortunati colleghi, come James Blunt, ad esempio. La sua musica difficilmente si allarga alla melodia più orecchiabile, è pregna invece di un’espressività più sentita e in qualche modo soul.
Proprio per queste coordinate, per le emozioni su cui si gioca la partita, la SonyBMG, promotrice dello showcase milanese del nuovo disco, raddoppia la sua puntata sul (non)giovane Gavin e sul suo “Gavin DeGraw”, nei negozi dal prossimo 2 maggio.

La serata del Le Banque ci mostra un musicista timido, che fa della dolcezza una caratteristica propria, oltre che delle canzoni con cui intrattiene un pubblico vicino e attento. Sono sette i pezzi che costituiscono la scaletta, bilanciati tra i due album ma dominati dal piano, dal quale si alza soltanto per accompagnare la sola “Young Love” con la chitarra.
La sua musica sa incantare e affascinare in ogni caso, soprattutto in un contesto in cui l’intimità favorisce l’assimilazione di temi così personali: dal nuovo album sono estratte anche “Cheated On Me” e il singolo “In Love With A Girl”, i cui testi danno evidentemente del tu al cuore degli astanti.

C’è però un altro aspetto che si contrappone completamente a questa visione: le poesie musicali di Gavin DeGraw non sono né ruffiane né facilmente memorizzabili. Questo ci spiega perché la sola “Chariot” ha fatto breccia nel grande pubblico, ma allo stesso tempo si spiega con l’osservazione di un’esibizione dal vivo. Gavin DeGraw trasmette una forte energia, evidente dimostrazione è il fatto che, al Le Banque di Milano, la sua voce è talmente potente da farcela preferire senza l’ausilio del microfono. Quello che ci chiediamo è dunque se, a fronte di un primo disco da cantautore un po’ pop, il suo talento non possa davvero applicarsi con più efficacia in un rock deciso, magari venato di soul e blues, come da intenti di etichetta.
La risposta ce la darà molto probabilmente “Gavin DeGraw” – parliamo del disco in uscita tra un mese – e il tour che ne seguirà, visto che i nuovi pezzi sono stati annunciati come molto più energici e ruvidi.

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