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    Pivirama

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Psicherama

Pivirama è un progetto nato alcuni anni fa in Sicilia per merito di Raffaella Daino, voce, chitarra, songwriter e sostanzialmente mastermind titolare dello stesso. “In My Mind” è la seconda uscita discografica (contando il CD autoprodotto di alcuni anni fa a titolo “Cosa Sembra”) e può contare, oltre che su UdU in Italia, anche sulla distribuzione in terra americana grazie alla Renaissance Records.

Psichedelia, dark, rock ed elettronica si fondono nel calderone creato dai palermitani, portandoci ora nel pieno della scena indie italiana per poi richiamare poco dopo all’appello memorie del grunge che fu o della psichedelia indipendente dei tardi anni ’60.
La voce di Raffaella Daino è indisciplinata e suadente, dotata di una giusta versatilità espressiva, sempre in contrasto/sintonia con le chitarre acide suonate da lei stessa e Manfredi Tumminello. Una vocalità perfetta nell’infondere nell’ascoltatore sentimenti contrastanti come nell’inquietante incedere dell’opener “I Love U” o nella title track.

“All Grey” ci porta invece in ambienti quasi hippies, facendo sembrare i nostri quasi come una versione moderna e più ritmata dei Velvet Underground del primo album con Nico alla voce.
Gli arrangiamenti musicali di Bjm Mario Bajardi, poliedrico musicista che si cimenta al violino, al piano ed all’elettronica, impreziosiscono il tutto, donando un certo tocco esotico e molto personale al prodotto della band. Questo è evidente soprattutto in tracce con atmosfere più rarefatte come “Love Affair” e “Lost”.
Buona anche la sezione ritmica formata da Danilo Impastato ed Angelo Bardonaro, bravi nel dare i giusti accenti ai brani senza strafare.

Questo dischetto pur non essendo un capolavoro, o un album di grido, è sicuramente un buon biglietto da visita per i Pivirama, condito da una buona dose di originalità, il che tutto sommato non è poco.

Ecco, i Pivirama hanno creato la ricetta del trip che non fa male alla salute. Tu pensi di ascoltare la linea vocale spesso seducente ed invece il cervello comincia a schizzare dietro alle partiture assurde di pianoforte o alle chitarre così indie e così acidamente Fender che di più non si può.
Acidi, originali nel suonare il trito, ipnotici, strani quel tanto da farti rizzare le orecchie. Ma sempre piacevoli.
Che sballo!

Pro

Contro

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