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La band è a un bivio: o innovare o abbandonare

La paura, grande, che dopo il sufficiente “Meds” e il mediocre “Battle Of The Sun” i Placebo stessero intraprendendo la parabola discendente della loro carriera aveva colpito molti. “Loud Like Love” dimostra che questo timore non era affatto infondato. Il rock grintoso del trio guidato da Brian Molko è in piena fase di stanca, con solo pochi sprazzi di grande lucidità e qualità. Per trovare i brani più ispirati, bisogna arrivare alle ultime due tracce, “Begin The End” e “Bosco”, e ciò non è affatto un bene. Gli 8 brani precedenti (eccezion fatta per “Too Many Friends”) scivolano via senza colpire, senza mordente, senza emozione. L’ultimo album davvero degno di nota è “Sleeping With Ghosts”, e stiamo parlando di ben 10 anni fa…

Tutto richiama troppo a quanto già fatto in precedenza. Nessun tentativo di innovazione, ma musica quasi uguale a sé stessa nell’ultimo decennio firmato Placebo. Come già detto, le ultime due tracce del disco sono notevoli, colpiscono e rimangono ben impresse. Quando i Placebo rallentano il ritmo dimostrano di saper ancora colpire l’ascoltatore. Quando invece virano verso il loro classico rock tirato e graffiante, dimostrano di avere ormai una crisi compositiva in stato abbastanza avanzato. Ogni pezzo pseudo-rock’n’roll è uguale ad un altro già scritto da loro in passato. “Begin The End” forse non è solo una canzone, ma quasi un avvertimento della fase calante della band.

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