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  • Placebo: Meds

    Placebo

    Data di uscita: 01-05-2006

    Loudvision:
    Lettori:

Non dimenticate questa medicina

A me i Placebo piacciono. Da sempre. Benchè questo ‘da sempre’, nel caso specifico inevitabilmente, sottintenda, ahimè!, un ciclico e degradante loop d’idee e soluzioni. Il proclama di questo quinto album, annunciante il ‘ritorno alle origini’, ci fa riflettere… Quand’è, di grazia, che se ne sarebbero allontanati? Perché, se m’è permesso, la cruda e schietta verità è che il trade mark di Brian Molko & Co. è rimasto, da dieci anni ormai a questa parte, lo stesso: una sfinge pressochè immobile ed imperturbabile. Una sfilza di super hits che non finisce più, ma che contempla ben poche variazioni di stile.
A me i Placebo piacciono. E mi piace “Meds”. Mi piacciono le care e vecchie schitarrate elettriche, i soliti campionamenti vagamente industrial, le consuete ballate minimali e velatamente dark, i familiari tempi incalzanti caratterizzati da cambiamenti repentini, la ben conosciuta timbrica vocale asciutta, vibrante e personale. Questo lavoro in particolare, non solo si sbilancia in una melodicità più acustica sostenuta da strumenti classici, ma vanta inoltre collaborazioni illustri che, una volta tanto, danno ‘veramente un tono all’ambiente’: VV dei The Kills nella sostenuta e cadenzata title ed opener track, e Michael Stipe dei R.E.M. nella piuttosto schizofrenica “Broken Promise”. Magnetizzante e piacione, quest’ultimo disco sarà gradito a quanti, come me, amino farsi consapevolmente imbambolare ed intortare su nella più totale ed incosciente sregolatezza di giudizio. Non è un capolavoro, bensì buon disco perditempo. Quando e se, si ha tempo da perdere.

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