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Sinapsi artistiche

L’AOR, come l’hip hop, è uno dei generi che più facilmente si prestano alle miscele collaborative. Nascono ogni mese nuove formazioni, simbiotiche sinapsi di artisti noti ed altri emergenti, debutti che lasciano il solco e svaniscono con la stessa velocità con cui erano comparsi.
Ne abbiamo visti tanti patrocinati dalla Frontiers, di cui i migliori, guarda caso, vantano sempre la collaborazione di Dennis Ward. Gli ultimi, solo in ordine temporale, sono i Places Of Power, prodotto del sodalizio tra Philip Bardowell e Bruce Turgon.

Anche per l’opera prima del nuovo duo ripeteremmo le solite parole da sempre usate per i prodotti AOR di un certo spessore se non sapessimo che i nostri quattro lettori affezionati già conoscono a menadito il vocabolario che si addice al caso: classe, melodia, raffinatezza, cura per i dettagli, nostalgica attinenza agli anni ’70 ed ’80 (inventori del genere), affinità elettive tra due artisti di comprovata esperienza.

Il resto vien da sé, entro i margini di carreggiata già disegnati da Foreigner, Survivor e dagli ultimi House Of Lords.
Con una coverart semplice, ma studiata apposta per imporsi all’incosciente attenzione sullo scaffale (kandiskijanamente parlando), l’album ha pochi punti deboli, dettati solo da un’altalenanza di luoghi comuni tipici del genere, tuttavia ben interpretati.

Ancora una volta, però, su tutti vince la casa discografica, capace di inventare un’ulteriore ricetta per mantenere vivo l’interesse sull’AOR.

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