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Planet Funk

Una Napoli esplosiva quella dell’Arenile. Erano previste 4000 persone per il concerto dei Planet Funk, ne sono arrivate circa il doppio. I nostrani dell’elettronica sono evidentemente molto amati, soprattutto in terra partenopea, evitando, però, qualsiasi forma di campanilismo sterile.

È trascorso un anno dall’uscita del loro utimo album “The Great Shake” con il debutto alla voce del tedesco Alex Uhlmann.

Possiamo ben dirlo: sicuramente Dan Black rappresentava in toto l’estro e la pazzia dell’elettronica psichedelica e la sua voce calzava a pennello con il progetto Planet Funk, mostrandosi leader indiscusso anche on stage.

Uhlmann dal vivo non ha lo stesso carisma né padronanza del suo predecessore, ma non guasta il tocco grave della sua voce che tinge di wave i nuovi Planet Funk. Si nota la differenza, infatti, tra i notissimi classici “Inside All The People”, “Who Said”, “The Switch”, “Paraffin” e i nuovi brani “Another Sunrise”, la cover “These Boots Are Made For Walking”: questi ultimi sicuramente si adattano meglio allo stile vocale “dark” di Uhlmann.

I Planet Funk, insomma, si riconfermano leader indiscussi della scena elettronica italiana, regalandoci non solo uno spettacolo musicale all’altezza di band internazionali (basta con il campanilismo ma basta anche con l’esterofilia) ma anche uno spettacolo visivo dominato da un caleidoscopico gioco di luci.

Promossi a pieni voti.

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