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Fuori dal nascondiglio

Dal 2009 ad oggi i Playontape hanno dimostrato di avere i documenti in regola per procedere nel mondo musicale.
Italici e influenzati dal post-punk più cupo e lugubre (leggi: Joy Division, Killing Joke) al debutto non vengono colti impreparati; al contrario, cazziano e mazzano con la passionalità che viene dalle radici dell’estremo sud peninsulare.

I ritmi sono a tratti intriganti, ad altri maggiormente rilassati: è così che si passa da una voce in stile Paul Banks (“While Raining Down On Me”) a quella provocante di Justin Warfield, frontman di She Wants Revenge.

Non possono mancare i riff di chitarra, distorti, riverberanti, malinconici, gracchianti quando il pickup si avvicina all’amplificatore.
Qualche richiamo alla new wave, giusto per completezza.

Gli amanti del genere guarderanno dapprima in modo scettico, poi benevolo l’LP del gruppo emergente. Dopotutto, è ciò che è successo a noi.
Il disco ha bisogno di più di un ascolto per farsi comprendere appieno – e non è detto che effettivamente si arrivi al succo del discorso pur seguendo tale trucco. Basti sapere che i Playontape sono stati scelti per l’Italia Wave Love Festival dello scorso anno.

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