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    Plootoh

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Una piacevole scoperta

Quattro ragazzi si incontrano nel 2010 e danno vita al pianeta “Plootoh”, gruppo catanese dove echi dello space-rock si piegano a frammenti melodici e strumentali dalla notevole qualità. L’album omonimo uscito nel 2011 è un’inaspettata sorpresa per l’ascoltatore con le sue dieci tracce ben scritte e musicate.

Plootoh è riflessione sulla vita quotidiana e l’ultimo baluardo per evaderne. Il paragone sembrerà forse azzardato ma i ragazzi ricordano tantissimo (forse troppo?) i Pink Floyd di “The Dark Side Of The Moon”. Oltre il citazionismo c’è però di più: atmosfere da cantautorato, la chitarra acustica che incontra il metallofono e l’ennesima dimostrazione che la buona musica trascende i generi.

Un’ulteriore particolarità è che nel CD ogni brano è associato ad un’illustrazione dallo stile surreale.
Ritorna allora la vexata quaestio. Perché album così vengono poco valorizzati? Da chi è stabilito il gusto comune? Perché non vengono giustamente elogiati quattro musicisti che alla prima prova (autoprodotta) hanno concepito un album maturo? Nell’impossibilità di dare una risposta, resta il piacere dell’inaspettata scoperta del pianeta Plootoh.

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Contro

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