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  • Pocket Chestnut: A Route To Peruvian Bistrot

    Pocket Chestnut

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Meglio che curare

Le notizie che circondano i Pocket Chestnut come band sono vaghe e circondate dal mistero. Si direbbe abbastanza con certezza, però, che i quattro (quattro?) musicisti siano sparsi per la Pianura Padana. Grazie tante, il loro stesso nome non nasconde le origini geografiche.
“A Route To Peruvian Bistrot” è l’EP d’esordio ed è cantato in inglese, ma una volta tanto non si tratta di una cattiva notizia. Sì, perché i (abbreviamo) Chestnut non hanno dalla loro soltanto una pronuncia piuttosto buona, ma anche quattro brani dirompenti e incredibilmente giusti.
Estetica lo-fi innanzitutto, ma anche gomitate leggere a grunge e indie rock, senza disdegnare ballatone voce e piano. Per non parlare di una sporadica vicinanza, soprattutto testuale, all’antifolk di New York.

Grande felicità alla notizia che i Pocket Chestnut sono in procinto di pubblicare il proprio album d’esordio. A patto che non compromettano entusiasmo e freschezza iniziali. C’è chi si lamenta che non abbiano ancora trovato la propria direzione, ma trovate un altro pezzo iniziale appropriato, autodescrittivo, quasi-un-manifesto come “Mind-Shuffled!” e poi veniteci a dire.

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