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  • Pocket Chestnut: Bedroom Rock’n’Roll

    Pocket Chestnut

    Data di uscita: 26-03-2010

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Da una castagna non me l’aspettavo

Ci avevano stupiti con il loro primo EP, questi quattro lombardi dal nome immerso nel folklore tradotto però in inglese, e non si tradiscono con l’album vero e proprio.
“Bedroom Rock’n’Roll” è già dal titolo una dichiarazione programmatica, oltre ad essere utile per tagliare il caprino, come ci insegnano i Pocket Chestnut con un enorme understatement.

In dieci tracce è compresso un mondo: per quanto i PC sappiano di essere in primo luogo figli dell’indie rock e del folk, hanno la gentilezza (e le capacità) di affiancarli a blues e spolveratine di grunge e country, con quella saggezza nell’arrangiare senza essere mai verbosi né minimalisti.
Insomma, al di là di qualche squilibrio, “Bedroom Rock’nRoll” è un debutto che sembrerebbe già il cosiddetto «disco della maturità». Lamentatevene, eh.

Il voto sarebbe 7,5: per via degli squilibri di cui si è già detto, i Pocket Chestnut si trovano molto più a loro agio nella seconda metà del disco, dove inoltre si affievolisce quella pur gradevole sensazione di già sentito in «voce da Conor Oberst rauchetto», quella che si percepisce in alcuni dei primi brani.
Ma il voto è chiaramente 8: non c’è un solo brano debole, o una minima perplessità sulla propria direzione; c’è un’attenzione estrema alla (auto)produzione, c’è il coinvolgimento dell’ascoltatore, c’è una soluzione che deriva smaccatamente dagli Stati Uniti ma che riesce comunque a declinarsi in maniera originale, c’è persino un concept, dietro.
Capito, quale potrebbe essere l’esordio italiano dell’anno?

Pro

Contro

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