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  • Polar For The Masses: Let Me Be Here

    Polar For The Masses

    Data di uscita: 01-01-2007

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    Lettori:

L’Italia s’è desta?

Almeno così potrebbe sembrare, a giudicare da quanto ottimo rock sta venendo fuori dall’underground tricolore (eeeh) negli ultimi anni. Insomma, per la prima volta da anni sembra che “rock” in Italia non debba per forza fare rima con Afterhours o Marlene Kuntz, o addirittura (brrr) con Vasco Rossi e Ligabue.
In questo senso sono da salvaguardare etichette come la Black Nutria, piccola indie che è passata dal pubblicare dischi solo in formato digitale alla distribuzione fisica. “Let Me Be Here”, ad esempio, era uscito l’anno scorso in formato MP3, e oggi vede la luce anche su policarbonato trasparente.

E meno male! Perché sì, è davvero un ottimo disco. Quaranta minuti scarsi a cavallo tra lo stoner più dritto, le sue derive rock più moderne tipo Queens Of The Stone Age (quelli buoni, non quelli di “Era Vulgaris”), un po’ di noise alla Sonic Youth e qualche passaggio (“I Have A Spark”) che rimanda al revivalismo stile Wolfmother. Chitarra, basso, batteria e voce per la più classica delle formazioni rock, ma soprattutto un grande talento melodico, roba che metà dei ritornelli ti si stampano in testa al primo ascolto.
Al capitolo cose da migliorare si segnalano i suoni (potrebbero spingere molto di più, magari semplicemente alzando i volumi delle chitarre) e la pronuncia inglese di Simon Pas, imperfetta e che rischia di dare al tutto un tono un po’ troppo provinciale.

Siamo comunque sulla buona strada per avere un altro ottimo gruppo italiano tra le mani, alla faccia di chi si lamenta che in Italia non c’è il “rocchenrolle”.
Complimenti ai Polar For The Masses e alla Black Nutria. E voi che leggete, supportate!

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