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POMA: “La nostra paranoia in musica” [INTERVISTA]

Improvvisazione viscerale, nessun riferimento stilistico, totale abbandono al flusso creativo. Ed un po’ di paura. Uscirà l’11 aprile 2016 il nuovo album dei P.O.M.A., acronimo di Performance Orale Mistica Astrale, duo di matrice sperimentale formatosi nel maggio del 2013 dall’unione di Paolo Oliva e Massimiliano Alfi.

La composizione musicale avviene in totale libertà durante lunghe improvvisazioni, e in esclusiva su LoudVision a marzo si può ascoltare il primo omonimo singolo estratto. Abbiamo raggiunto Paolo e Massimilano per farci raccontare i retroscena della loro ultima produzione, che esce in sinergia tra più realtà nazionali su di un formato innovativo, in cui la musica è solo lo sfondo di un’opera più complessa e introspettiva.

Nelle vostre produzioni vi è molta improvvisazione. A quali generi si appoggia la vostra musica? Se doveste definire il vostro sound, quali sono i tre aggettivi che scegliereste?

Le tracce nascono da lunghe improvvisazioni, dalle quali si estraggono le parti significative, su queste lavoriamo alla composizione effettiva.  Questo ci porta al naturale processo d’espressione, tutto è studiato e ragionato, i brani vengono strutturati insieme alla composizione delle drum machine.
Preferiamo non identificarci in nessun genere, sarebbe riduttivo e limitante; possiamo parlare d’influenze che vanno dal post-punk al noise rock.

A Marzo 2016, il primo singolo estratto da Paranoid Room è in anteprima esclusiva su LoudVision. Come avete scelto questo brano per presentare l’intero disco?

Il brano parla chiaro, pur non avendo un testo, è la traccia che rappresenta al meglio il mood e la ragione, da cui prende nome l’album.

Quanto di autobiografico prende forma nel vostro album?

Si tratta di un lavoro prettamente autobiografico: è la storia di un anno molto particolare, che ci ha spinto incosciamente alla creazione di Paranoid Room. Come si evince dal titolo uno dei principali temi è la paronoia che viene tradotta in musica. Il resto è troppo lungo da poter spiegare.

Paranoid Room è il vostro quarto lavoro ed esce attraverso più entità. Perché vi siete rivolti a differenti canali di promozione? Di questi tempi, l’unione fa la forza’ è il motto preferito delle band indipendenti?

Ci teniamo a sottolineare che questo è il nostro primo album nato a seguito di due EP. Per quanto riguarda la distribuzione, abbiamo subito pensato ad una collaborazione con la Toten Schwan Records principalmente con Marco Valenti che già in passato aveva apprezzato i nostri lavori recensendoli sulla webzine “Tritacarne”. Misto Mame è un collettivo nato da un’idea di FRNKBRT con cui gestiamo il collettivo, nasce dall’esigenza di unire artisti che principalmente vivono grazie all’espressione artistica, non è solo legata alla musica, ma all’arte in tutte le sue forme; è la ragione d’esser vivi che spinge noi a liberarci da cose che non ci appartengono, ma che viviamo. Gli artisti che ne fanno parte sono una delle realtà più interessanti del panorama musicale italiano tra cui: Quai Du Noise, Naropa Raudive, Tasto Esc, Mai Dub, Shamaan Rogers, FRNKBRT e P.O.M.A.

Cos’è il formato Empty Copies?

L’Empty Copies è una nuova concezione di distribuzione musicale, un packaging innovativo dove all’interno si trovano fotografie in analogico, quadri, un codice download che permetto di scaricare sul sito Bandcamp i lavori degli artisti che fanno parte di MistoMame e oggetti di qualsiasi natura. Il prezzo dell’Empty è moderatissimo e lo si può trovare nei vari concerti.

Quali sono, al di fuori della musica, i vostri interessi creativi e le vostre passioni?

Pittura e fotografia.

Cosa descrive e come è stata creata la cover del disco?

La cover rappresenta la paranoia accovacciata su stessa che galleggia nel vuoto. La tecnica utilizzata è quella dell’acrilico su tela.

Quali sono le vostre aspettative in merito all’ultimo album? È facile riuscire a performare dal vivo le vostre creazioni?

La performance dal vivo è la nostra dimensione, preferiamo il rapporto che si crea con il pubblico solitamente molto imbarazzato. L’album prende vita quando si suona davanti ad un pubblico, rendendolo partecipe delle nostre emozioni.

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