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Porto l’Orto a Lampedusa: Una domenica ai Fori Imperiali

Domenica a Roma non è stata la giornata calda e primaverile che ci si sarebbe potuti aspettare, eppure un pezzo di Sicilia è arrivata su via dei Fori Imperiali con l’iniziativa “Porto l’Orto a Lampedusa”.

Per l’occasione è stato anche allestito un palco poco distante da Piazza Venezia, dove si sono esibiti nell’ordine i Bamboo, i, Popu Cià, i Têtes de Bois, i Muro del Canto e gli Assalti Frontali.

Come ci spiega Andrea Satta, voce dei Têtes de Bois, poco dopo la sua esibizione: «Questa iniziativa nasce grazie a Terra! Onlus, una realtà che noi conosciamo molto bene, che ha deciso di portare cento orti a Lampedusa, un’isola la cui agricoltura è stata devastata. Tra l’altro Lampedusa è candidata per il 2014 al Nobel per la Pace per quello che hanno fatto nei confronti di stranieri che vengono da noi a cercare qualunque cosa perché non hanno niente.
Certo che è importante essere qui oggi, ma oggi le parole hanno perso importanza perché tanto i mafiosi parlano contro la mafia, quelli che parlano a favore della salute e dei bambini vogliono distruggere tutte le tutele sanitarie, quelli che parlano di biciclette e di ambiente poi realizzano piani regolatori criminali quindi parlare serve a poco, bisogna esserci e agire nel privato meglio che si può
».

Anche Alessandro Pieravanti, del Muro del Canto, ribadisce l’importanza dell’iniziativa: «Lampedusa è una realtà unica, tutte le isole in genere sono dei mondi a parte e hanno sempre tantissimo da insegnare perché sono la dimostrazione di come comunità riescano a crearsi delle strutture e delle attività autosufficienti in cui le singolarità vengono fuori in maniera eccellente piuttosto che nel marasma di situazioni più grandi».

Storico il rapporto con l’isola degli Assalti Frontali, con Militant A che ci spiega: «Noi siamo qui perché abbiamo un grande legame con Lampedusa e in generale con la battaglia sociale e culturale a favore dell’accoglienza. Siamo contrari a considerare i migranti come persone che hanno bisogno di aiuto, sono compagni di una lotta che facciamo tutti insieme per i diritti che sono di tutti, come quello di cittadinanza, del girare senza frontiere in un Europa aperta, diritti alla casa e all’istruzione. Per noi portare l’orto a Lampedusa vuol dire portarci anche un po’ degli Assalti Frontali. Noi già ci siamo stati più volte e abbiamo dedicato a quest’isola anche una canzone. Abbiamo un legame molto forte e siamo contenti di riportarlo anche qui a Roma a via dei Fori Imperiali».

Per l’occasione su via dei Fori imperiali è stato montato il particolarissimo Palco a Pedali, alimentato da turbine attaccate ai pedali delle biciclette del pubblico, che se vuole vedere i gruppi suonare e cantare deve pedalare.
Andrea Satta, ideatore del progetto è entusiasta: «Il Palco a pedali è il segno più utopistico e fantascientifico che si può, tu pedalando accendi una scena, accendi le parole, i sentimenti… è una cosa surreale e assurda, quando l’abbiamo pensata diversi anni fa non sognavamo che potesse diventare una cosa vera ma oggi è qua al centro della città più bella del mondo».

Anche gli Assalti Frontali e il Muro del Canto sperimentano per la prima volta questo tipo di palco. Prima di salire sul palco sembrano entrambi abbastanza emozionati all’idea, ben riassunta da Militant A: «Il pubblico deve darmi energia io devo dare energia a loro, sarà una cosa bella, siamo curiosi di vedere come va».

Se all’inizio non c’è molta gente e il pubblico è per lo più costituito da curiosi che si fermano per caso, poco prima delle 17 il pubblico è nutrito e pronto a scatenarsi, e a pedalare, nel pomeriggio della domenica.

I Têtes de Bois arrivano sul palco con “Noi Siamo Il Traffico”, ma non poteva mancare in scaletta, viste le pedalate sottopalco, “Alfonsina E La Bici”. A seguire il Muro Del Canto, che a giudicare dalle magliette e dalla gente che canta e balla, erano i più attesi del pomeriggio. La band non delude il suo pubblico e nella breve esibizione regala alcuni dei pezzi migliori del repertorio, da “Palazzinari” all'”Ammazzasette” e Ancora Ridi”.

È il momento degli Assalti Frontali che subito attaccano con “Roma Meticcia”, ma inizia a piovere e se all’inizio vengono solo staccate le biciclette nella speranza finisca presto, dopo qualche minuto il concerto è sospeso e le note di “Lampedusa Lo Sa” salutano definitivamente i presenti. L’acqua farà anche bene agli orti, ma non ai concerti!

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