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Posti in piedi in Paradiso: Ripartire dal futuro

Ulisse, Fulvio e Domenico sono tre padri separati in piena crisi economica che, per dividere le spese, vanno a vivere insieme non senza difficoltà. Ognuno di loro dovrà affrontare anche la propria crisi lavorativa e privata, riconciliandosi soprattutto con i propri figli.

“Posti in piedi in Paradiso” è una tragicommedia tipicamente verdoniana: non eccelle ma non fallisce nemmeno miseramente come sembra succedere ai personaggi, diverte e fa riflettere, o perlomeno ci prova. Ciò che più lascia perplessi non è tanto il semplicistico e volutamente superficiale sguardo sulla deriva economica, sentimentale, familiare, lavorativa e sociale della generazione presa in esame (non che quella successiva sia messa meglio) – espediente anzi abbastanza riuscito e soddisfacente nella sua leggerezza e assenza di pietismi – quanto il ricorso a una comicità di grana grossa che in certi frangenti fa persino dubitare della paternità dell’opera. Per rendere meglio l’idea basti citare la sequenza della festa in cui per strappare la risata si fa ricorso ad un divano che si rompe facendo cadere una grassona o ad un’invitata a cui puzza terribilmente l’alito; o peggio ancora, la sequenza della rapina organizzata dai tre, in cui il fulcro è costituito da una scenetta sadomasochistica tra uno dei tre protagonisti e la ricca signora vittima del furto, che ovviamente si risolverà in un nulla di fatto.

Soprassedendo su queste sbavature e sulla presenza di una morale di fondo abbastanza banale (i figli, dopotutto, sono sempre la nostra speranza), possiamo godere delle ottime interpretazioni di Pierfrancesco Favino (ex-critico cinematografico ora costretto ad occuparsi di gossip), Marco Giallini (inarrestabile gigolò dalle innumerevoli famiglie) e, soprattutto, Carlo Verdone (la cui mimica facciale rimane ancora irresistibile e inimitabile), che instaurano un feeling decisamente notevole e donano ritmo e verve ad una narrazione abbastanza semplice composta da un susseguirsi di gag più o meno riuscite. E se è comunque impossibile non notare che la bellissima Micaela Ramazzotti è chiamata ad interpretare l’ennesima svampita dal cuore d’oro, è altrettanto difficile non riuscire ad adorarla nel suo essere totalmente naturale e semplice al tempo stesso.

Insomma, il giudizio su “Posti in piedi in Paradiso”, benché sia un film sicuramente superiore al livello di molte commedie italiane, rimane sospeso, così come il futuro di Ulisse, Fulvio e Domenico, tre uomini che dopo aver perso tutto, ripartono dai propri figli e quindi dal futuro. È l’augurio che facciamo anche al nostro cinema di intrattenimento.

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