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Un agente che viaggia nel tempo per sventare i crimini prima che avvengano è da anni sulle tracce del terrorista noto come Fizzle Bomber, unico criminale che sia mai riuscito a sfuggirgli.

Questa è la premessa della storia raccontata in “Predestination” di Peter e Michael Spierig. In realtà, sarebbe meglio arrivare in sala conoscendo il meno possibile della trama.

Il film è tratto dal racconto breve del 1952 “Tutti voi zombi” di Robert A. Heinlein, prolifico scrittore di fantascienza tra i più influenti del suo tempo e autore di romanzi dalle tematiche sociali e politiche che hanno ridefinito il genere.

Predestination” ha il merito di portare sul grande schermo l’opera di un autore del quale il cinema avrebbe dovuto ricordarsi più spesso. Lo fa scegliendo un racconto inusuale ed intricato, che gioca con i viaggi nel tempo e paradossi con grande modernità, usandoli come metafora della condizione umana. In questo adattamento, la vicenda principale rimane inalterata, ma viene inserita in una cornice poliziesca, con l’introduzione della figura di Fizzle Bomber.

I fratelli Spierig, con un onesto lavoro di regia, riescono a realizzare un film sufficientemente avvincente per mantenere l’attenzione dello spettatore per tutti i 97 minuti, grazie anche alle ottime performance di Ethan Hawke e, soprattutto, di Sarah Snook, eccezionale in un ruolo complesso e sfaccettato.

Il film fa tutto quello che ci si aspetterebbe da un’opera del genere: cerca di disorientare con la sovrabbondanza di particolari apparentemente slegati tra loro ed una struttura non cronologica.

Gli spettatori più smaliziati, però, coglieranno subito gli insistiti riferimenti ai vari colpi di scena, che si moltiplicano in dialoghi fin troppo didascalici. Il vero problema della pellicola, tuttavia, risiede nella sua parte originale, legata alla figura di Fizzle Bomber, che risulta troppo esile per essere un efficace motore della vicenda.

“Predestination” è, dunque, un film riuscito a metà, forse più ambizioso e autocompiaciuto di quanto possa permettersi, che esaurisce la sua forza alla prima visione, come spesso accade alle opere che si basano sui twist finali.

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Contro

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