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Prelude to Desire: “Lost Desires” il nuovo album brano per brano

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Luke Warner – al secolo Luca Guarnieri – torna con un progetto che firma con il moniker Prelude to Desire, nato nel 2019 e che si concretizza ufficialmente con l’uscita di questo primo Ep di composizioni inedite del titolo “Lost Desires”. Composizioni che portano dentro un senso di irrealtà e, al tempo stesso, di illogica evasione dal reale e da quotidiano. Un ascolto spirituale di suoni figli di questa era digitale che personalmente mi conduce in un altrove tutto mio personale, in cui niente sembra definito ma ogni cosa si arricchisce del potenza unica della casualità. Un disco che pretende l’ascolto misurato, artigiano, dedicato. Il consueto Track by Track di questo primo lavoro di Prelude to Desire.

Prelude to Desire, “Lost Desires” brano per brano

Air

Un brano delicato ispirato a paesaggi idilliaci.Brano strutturato prevalentemente su una melodie di piano e chitarra molto leggere e sognanti, anche per l’utilizzo dei synths la ricerca dei suoni è stata fatta su questa base in modo da poter ricreare quell’effetto visivo molto ambient durante l’ascolto.

In A Dream…

Un pezzo dalle atmosfere cupe che fa riferimento al mondo dei sogni e degli incubi. In questo brano alcune melodie creano un po’ l’atmosfera dark/gotica, suoni di synths molto cupi e freddi. Composizione ispirata da come a volte certi sogni possano essere quasi reali, come se questo mondo fosse uno parallelo legato al mondo reale che viviamo.

Lost Desires

Un brano malinconico che parla di occasioni perse, rimorsi e desideri non vissuti.Una delle ultime composizioni fatte per questo EP, forse quella più elaborata e strutturata, ho mescolato sonorità quasi sognanti ad altre più malinconiche fino ad arrivare quasi a quelle un po’ più distorte ed aggressive. Le ho volute associare al nostro vivere, alle nostre emozioni, ed ai sentimenti. Passiamo gran parte della nostra vita a sognare, a sperare sempre in un qualcosa di migliore di diverso. Molte le occasioni che ci passano davanti, tante no le consideriamo nemmeno, senza nemmeno averle affrontate, magari erano quelle da noi cercate, di conseguenza poi perse e rendendocene poi conto arrivano i rimpianti , o i rimorsi per aver fatto altro.

Decaying Flowers

Un immaginario triste e cupo veicola messaggi riferiti alla velocità e precarietà della vita. Brano ispirato principalmente visionando alcuni lavori di Lynch, anche i suoni dei synths creati vanno a ricordare un po’ Badalamenti su Twin Peaks. Tra l’altro uno dei primissimi brani composti.

Kodama

Una sottile melodia malinconica ma speranzosa, accoglie questo brano. Il Kodama è una divinità della natura (tradizione giapponese), legato agli alberi, una sorta di “protettore” delle foreste. Il pezzo è legato ed ispirato a questi paesaggi incontaminati. Anche su questo brano, come su Air ho voluto utilizzare suoni sognanti, per quanto riguarda la parte di chitarra, mi sono un po’ ispirato ai “The Cure” dell’album “Disintegration” dove erano il suono malinconico delle chitarre a farla da padrone.

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