Home > Recensioni > President Evil: Hell In A Box

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Dalla Germania…. con tedio

Pochi anni li separano dall’esordio e dal primo album che li ha portati ad esibirsi con nomi prestigiosi come Ministry e Fear Factory, tornati con “Hell In A Box”, i President Evil si propongono di portare, con il loro “Trash N’ Roll”, l’Inferno sulla terra.
La venatura punk delle linee vocali emerge bruscamente dalla prima canzone “Viva La Muerte” per poi sfumare nel classico heavy tipico di Motörhead, Allhelluja e Anthrax, introducendo con “Bring Out Your Dead” sonorità stoner, pur mantenendo un cantato piatto e monotono.
Un sound consolidato, rafforzato dall’omonima traccia, che degenera nella restante parte del disco, ripetendosi senza variazioni o cenni di personalità, tanto da rendere prevedibili stacchi, parti strumentali e cambi di ritmo. Quel che rimane sono una decina di tracce che non lasciano posto ad altri schemi sonori, se non a quello composto da batteria pressante, giochi di corde e voce ruvida, che conferisce all’intero lavoro una banale rigidità.
La produzione è da considerarsi ottima visto che il gruppo è affiancato da Mr. Andy Classen (Die Apokalyptischen Reiter e Tankard), ma rispecchia il vuoto dell’ennesima band clone, più focalizzata sull’immagine che sulla tecnica e l’originalità.
Album che non appassiona, che con difficoltà si lascia ascoltare fino alla fine prima di cadere nella noia.

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