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Preti pedofili e libertà d’espressione

Riprendiamo un discorso lasciato a metà nelle scorse puntate.
Vi avevamo raccontato di come una Corte americana abbia ritenuto insussistente, in capo al titolare di un portale, qualsiasi tipo di responsabilità oggettiva, per condotte illecite poste dagli utenti del servizio medesimo. Terminavamo l’articolo pronosticando lo stesso tipo di orientamento da parte dei nostri Giudici, attesa la tassatività dei casi di responsabilità oggettiva nel nostro ordinamento.

Più in là, vi avevamo raccontato di come la giurisprudenza italiana abbia escluso, per i reati di diffamazione posti attraverso una pagina internet, l’applicazione dell’aggravante della “diffusione a mezzo stampa” e delle conseguenti e più gravi sanzioni previste dalla legge 47/1948 per i prodotti editoriali cartacei.

In questo quadro si inserisce la recentissima sentenza della Cassazione dell’11 dicembre 2008-10 marzo 2009, n. 10535, che ha risolto un dubbio interpretativo nato con i nuovi strumenti divulgativi di internet. La Corte ha ritenuto legittimo il sequestro di alcune pagine Web del sito dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc).

In particolare, sul sito, era stato aperto un forum di discussione sulla religione cattolica: i messaggi ivi contenuti erano stati ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso, per le opinioni espresse a proposito dello scandalo dei preti pedofili.

Si è discusso, innanzi ai giudici della Suprema Corte, sulla possibilità o meno del sequestro del forum o solo di alcune pagine. La difesa ha, ovviamente, sostenuto la tesi dell’impossibilità della misura coercitiva: il forum sarebbe equiparabile ad una testata giornalistica – hanno sostenuto i difensori dell’Aduc – e, pertanto, gioverebbe di tutte le garanzie previste per i giornali, ivi comprese quelle derivanti dall’art. 21 della Costituzione. La norma costituzionale, come è noto, nello stabilire la libertà di manifestazione di pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, dispone la possibilità del sequestro solo per atto motivato della autorità giudiziaria e comunque nei casi di urgenza, salvo convalida ad opera della stessa.

I giudici della Cassazione, tuttavia, hanno ritenuto che i forum online non siano parificabili ad una rivista. Il fatto che i messaggi e gli interventi siano pubblici e visionabili da chiunque, non costituisce motivo valido per assimilare il forum ad un prodotto editoriale, sia pure ad un giornale online. Il forum deve essere considerato più che altro un’area di discussione, dove tutti i partecipanti sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a quanti sono autorizzati ad accedere al forum.

La conseguenza è che il forum non potrà essere soggetto alle regole ed agli obblighi imposti invece alla stampa, come per es. l’indicazione del direttore responsabile per registrare la testata. Allo stesso modo, il forum non può giovarsi delle garanzie costituzionali disposte invece solo a favore della stampa in materia di sequestro: con la conseguenza che le pagine del forum possono essere sequestrate se contengono espressioni ritenute offensive o illecite.

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