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Pretty Maids: Alta fedeltà

LV è a tu per tu con Ronnie Atkins (aka Paul Christensen), cuore e cervello dei danesi Pretty Maids, band che a trent’anni dalla fondazione sforna continuamente dischi heavy di qualità. Insomma, se in un campo come questo c’è chi può e chi non può, loro possono, eccome.

Ciao Ronnie e benvenuto su LoudVision!
Un saluto a te e a tutti i lettori!

I Pretty Maids si avvicinano ai trent’anni di carriera. Quali sono le motivazioni che portano una band a sopravvivere così a lungo?
Di base le stesse con le quali avevamo cominciato, avendo ancora l’opportunità di registrare la nostra musica e suonarla dal vivo di fronte ai nostri fan. Più in generale, percepisco che sentiamo di avere ancora qualcosa da offrire. Più di ogni cosa, il tutto è ancora divertente!

Parliamo di “Pandemonium”, che è 100% Pretty Maids-style. Ora che il disco è in uscita, siete integralmente soddisfatti del risultato?
Certo che lo siamo. Più che soddisfatti, a dire la verità. Ritengo che questo sia il miglior album che abbiamo realizzato in circa vent’anni o quasi. Contiene una quantità di buone canzoni, il giusto bilanciamento e suona meglio di qualunque cosa abbiamo prodotto in anni recenti.

Quali sono le canzoni di “Pandemonium” alle quali sei più legato, e perché?

L’album è ancora fresco e quindi mi piacciono tutte le canzoni. Mi è difficile isolarne una o due.

A cosa si deve la scelta di lanciare il disco con un pezzo lento (“Little Drops Of Heaven”)?
Direi che è quello che tutti, chi più chi meno, hanno indicato come primo singolo. Devo confessare che comunque è stata una mia scelta. Credo che sia molto orecchiabile, ma che non la ritengo una ballad vera e propria.

La stesura dei pezzi si deve come sempre solamente a te e a Ken?
Sì. Comunque, questa volta il nostro tastierista Morten ha dato un contributo in due canzoni.

In che modo, secondo voi, questa pubblicazione si distingue rispetto alle precedenti?

Non saprei dire se è veramente diversa. Certo contiene canzoni migliori e un po’ più di tastiere. Mi ricorda in parte gli anni ’80 della band, ma con una produzione del 2010.

Abbiamo notato che avete pubblicato più dischi negli ultimi dieci anni che negli anni ’80. Siete più ispirati da adulti di quanto lo foste da ragazzi?
Aggiungo che abbiamo prodotto di più nel corso degli anni ’90 rispetto a oggi. In questi anni produciamo un album solamente quando sentiamo che è il momento giusto per farlo. Deve esserci il giusto spirito e la voglia di farlo. Diversamente, il meccanismo si inceppa. In questa occasione c’era un clima fantastico all’interno della band e per questo è stato un piacere realizzare “Pandemonium”.
[PAGEBREAK] I Pretty Maids sono una di quelle metal band che riscuotono in Giappone un successo veramente consistente. Qual è il tuo punto di vista su questo fenomeno?
Non ho un’idea precisa al riguardo. Immagino però che i giapponesi siano decisamente inclini nei confronti sia del metal che della musica melodica. La combinazione dei due fattori produce l’attaccamento a certa musica, se capisci cosa intendo.

Avete scelto di nuovo Jacob Hansen come produttore del nuovo disco. Come mai proprio lui, dato che avete lavorato con molti altri produttori famosi in passato?
L’abbiamo scelto subito, volevamo esattamente lui per tirare fuori qualcosa di completamente nuovo. Ed è stata una buona scelta, ha fatto un ottimo lavoro.

Siete soddisfatti del lavoro con l’etichetta Frontiers Records?

Immagino che loro facciano del loro meglio per promuovere e vendere dischi, ma sono tempi duri per l’industria a causa di quella cazzata dello scaricamento illegale! Ma, in ogni caso, percepiamo un buon feeling con la Frontiers.

Passerete in Italia per promuovere “Pandemonium”?

Spero che sia una cosa praticamente certa. È da molti anni che non suoniamo in Italia, quindi è il caso che andiamo un po’ lì a spaccare il culo! Tutto sta venendo pianificato proprio in questi giorni. Partiremo per il tour europeo in autunno e mi auguro che l’Italia verrà inclusa.

Per questo disco avete scelto di inserire Morten Sandager tra i membri ufficiali della band. È corretto?

È corretto. Morten è venuto in tour con noi negli ultimi anni come membro live. È stata quindi una scelta naturale invitarlo a entrare nella band. È comunque un tipo in gamba e ama più o meno la musica che piace a noi.

Voi cinque musicisti avete anche dei lavori individuali quando non suonate insieme?
Sì, io per esempio lavoro come insegnante di musica.

Qual è la cosa migliore che ti ha dato spendere la vita da musicista?
I guadagni derivanti dai diritti d’autore! No, scherzo! Il fatto che tu possa scrivere la tua personale musica e portarla nel mondo, andare sul palco e suonarla dal vivo di fronte ai tuoi fan, e tutto questo va a creare l’intera macchina del rock ‘n roll, realizzando un sogno della tua infanzia. Puoi immaginare la sensazione.

Grazie per l’intervista. Un saluto dai fan italiani!
E un grande “Grazie!” da parte nostra ai fan italiani! Speriamo di vederci presto on-stage!

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