Home > Recensioni > Prime Suspect : Prime Suspect
  • Prime Suspect : Prime Suspect

    Prime Suspect

    Loudvision:
    Lettori:

Viaggio in sicurezza

Nel deserto del rock melodico nostrano c’era un’oasi chiamata Khymera. Quei 3 album così ben riusciti hanno spinto Liverani e soci ad aprire un nuovo atollo tra le dune di trucioli pop di cui brulica la nostra penisola. Prende vita, così, il progetto Prime Suspect, italiano nella line-up, eccezion fatta per il singer Olaf Senkbeil, preso in prestito dai Dreamtide.

I Prime Suspect, per questo esordio, scelgono di andare sul sicuro non osando più di tanto. L’album omonimo ripercorre le sonorità dei Khymera, cavalcando un Aor raffinato e arioso, anche se troppo spesso di maniera. E il songwriting, affidabile e senza guizzo, ne è lo specchio. In più l’approccio è freddo: solo ripetuti ascolti garantiscono il disgelo. Rotto il ghiaccio, però, la qualità viene fuori.

Sulle prime “Prime Suspect” può apparire un album ordinario, quasi banale. Sulle seconde pure e, aimè, anche sulle terze. Tuttavia, se avrete la pazienza di arrivare alle quarte, da questo preciso momento vi regalerete la possibilità di dare un giudizio pienamente consapevole. E, in buona sostanza, dovrebbe esssere il seguente: immediatezza assente; produzione degna; qualità tecnica fuori discussione; songwriting senza picchi, migliorabile magari con porzioni chitarristiche più nerborute.

Pro

Contro

Scroll To Top