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Pristine Moods: L’intervista a cena e il report live al Klamm di Roma

“Robbie Basho è stato sicuramente uno dei più grandi chitarristi folk di sempre. Utilizzava accordature diverse e ad ognuna di queste aveva associato un colore, una sensazione. Noi abbiamo scelto il Pristine White e significa “spazio incontaminato” ed è un’accordatura che usiamo spesso nei nostri brani”; questo mi spiega Michele Venturi, chitarra acustica e seconda voce dei Pristine Moods, parlandomi del nome della band.
Ascoltando il primo lavoro dei Pristine Moods, trio bolognese composto da Michele Venturi, Matumaini (voce, ukulele, banjo, mandolino), Gherardo Zauber (basso, theremin), l’immagine di un paesaggio vuoto, privo di ostacoli e contaminazioni emerge con un certo fascino nei primi arpeggi di chitarra cullati dal theremin e dalla voce che è simile a un richiamo distante molti universi. Uno spazio che è si incontaminato ma è anche popolato di suggestioni sonore, divagazioni country, ispirazioni oniriche e altre più popolari, ricercatezza e spontaneità.
I Pristine Moods sono Matumaini (voce, ukulele, banjo, mandolino), Michele Venura (voce, chitarra acustica), Gherardo Zauber (basso, theremin) e la sera del 30 maggio si sono esibiti al Klamm di Roma in via Antonio Raimondi. Noi di LoudVision siamo stati presenti per conoscerli, intervistarli e sentirli dal vivo.

L’esibizione dal vivo è stata un incontro con una moltitudine di sonorità differenti evocate dai Pristine Moods tramite la mescolanza dei loro strumenti e delle loro musicalità. Un set acustico senza percussioni ha permesso alla mente di divagare attraverso territori sconfinati guidata con gentilezza dalla voce di Matumaini. La chitarra acustica di Michele Venturi ha vibrato accordi arpeggiati con tecnica e scioltezza divenendo spesso protagonista come nella strumentale “RWD” mischiando generi, stili e sfumando i confini musicali. Un personalissimo viaggio interiore accalorato dalle melodiche linee di basso.
Banjo e Mandolino hanno dato carattere folk ai brani facendosi interpreti di storie come nel caso di “Rumpleskin”, il cui testo è ripreso da una fiaba dei fratelli Grimm.
La resa dal vivo del singolo, “Migrating Whales”, è sorprendente sia per l’intreccio armonico dei due strumenti a corde, in questo caso chitarra e mandolino, sia per lo spettacolare ed evocativo utilizzo del theremin di Gherardo Zauber che carezza l’udito e porta l’ascoltatore in una condizione tra il sogno e la fantasia.
La sala del live si è riempita a poco a poco di sguardi persi nell’esibizione affascinati da questa suggestiva atmosfera.
L’ambiente del Klamm, sprovvisto di un vero e proprio palco è più una grande sala, familiare, con divani e poltrone, ha reso il concerto un’esperienza molto intima dimostrandosi una location ideale.

Di seguito riporto la chiacchierata che ho avuto con questi tre musicisti bolognesi tra un pezzo di pizza e l’altro.

Intanto complimenti per il disco, un ascolto particolare. Ho notato che il vostro repertorio varia molto nell’utilizzo di strumenti, specialmente quelli a corde. Usate la chitarra acustica, il banjo, il mandolino, l’ukulele; volevo chiedervi quale strumento vi guida maggiormente nel processo creativo in sala ?

Michele: Diciamo che varia un po’ da pezzo a pezzo; molte canzoni sono ispirate dalla chitarra e altre magari dal banjo. Alcuni brani dell’album avevano già una prima forma nata dall’idea di Matumaini poi io e Gherardo ci siamo aggiunti in sala. Diciamo che ci piace molto improvvisare e sviluppare i brani liberamente.

Ho letto che provenite tutti da un background musicale molto diverso, come vi siete incontrati?

Matumaini: Io stavo cercando dei musicisti per creare questo progetto musicale; ho trovato il numero di Gherardo su una bacheca di annunci musicale e Michele l’ho contattato dopo aver visto un suo video su YouTube. Molto vecchio stile!

Quindi, possiamo dire che in principio i Pristine Moods nascono da una tua idea Matumaini?

Matumaini: Diciamo che ho avuto la spinta iniziale, volevo formare un gruppo e mi sono messa alla ricerca. Ma ci siamo uniti subito senza problemi.

Nella strumentazione c’è anche uno strumento molto particolare che non si vede spesso: il theremin!

Gherardo: Sì è vero! Quella del theremin era una semplice idea. Poi improvvisando sono nati un paio di pezzi ma principalmente io suono il basso.

Per quanto riguarda lo stile, spazia dal folk al country; a volte ha sonorità tipicamente americane altre volte più nordiche. Da cosa dipende questo incontro stilistico?
Michele: Questo deriva proprio dalle nostre diverse formazioni musicali. In alcuni brani ci sono miei condizionamenti e in altri magari maggiori condizionamenti di Laura. Il nostro è un processo creativo molto dinamico.

A questo punto la fatidica domanda, sapreste dirmi un artista che ha condizionato il vostro modo di concepire la musica?

Matumaini: Beh io vengo dal rock puro: ti dico i Motorpsycho !

Michele: Io non saprei, mi piacciono molte cose, sono appassionatissimo della chitarra folk e del folk psichedelico degli anni ‘60 ’70. Ti dirò due nomi: Robby Basho e Robert Wyatt.

Gherardo: io ti direi i Mr. Bungle di Mike Patton

Una domanda sulla condizione della musica italiana: secondo voi, che tipo di difficoltà incontra un gruppo nella promozione della sua musica? Quali difficoltà state incontrando?

Matumaini: Sicuramente non è facilissimo, rispetto ad anni fa le cose sono cambiate parecchio, si fa molta più fatica ad uscire e trovare posti come il klamm che ti offrano il loro spazio per esprimerti. Sta all’artista trovare le situazioni giuste. Noi, ad esempio, abbiamo affiancato una compagnia teatrale. La nostra è una musica che si presta a questo genere di cose.
Diciamo che di occasioni ce ne sono, suonare dal vivo è più complicato ma sta all’artista cercare nuove strade per riuscire.

E la vostra promozione come sta andando ?

Matumaini: Dai bene, direi di sì! No? (risate)

Progetti a lungo termine?

Matumaini: sicuramente lavorare ad alcuni spunti nati nel corso di improvvisazioni, abbiamo molti lavori che dobbiamo definire.
Dovremmo far uscire il video di Migrating Whales, il brano sta andando molto bene !

G: e del crowdfunding cosa ne pensate? Ne avete mai sentito parlare?

Michele: mai sentito !
Matumaini: avevo pensato inizialmente ad una promozione simile poi ho cambiato idea. Siamo poco social come gruppo!

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