Home > Interviste > Private Line: Rock hard with your cock out!

Private Line: Rock hard with your cock out!

Da più di cinque anni attivi nella scena hard rock, questi cinque finlandesi hanno confezionato con “21st Century Pirates” un lavoro solido e pronto per competere in campo europeo. Già incoronati da un successo internazionale, abbiamo approfittato del tour italiano per fargli qualche domanda su come, da rinnovatori del genere, vogliono portare l’hard rock nel 21esimo secolo

Vediamo di iniziare l’intervista con una presentazione dei Private Line che metta in luce cosa vi ha spinto a formare una band e quali dei vostri obiettivi sono stati raggiunti con “21st Century Pirates”.
La band si è formata nel 1995-6 a livello amatoriale, e si è poi concretizzata in qualcosa di professionale a partire dal 2002. Una nota comune dell’adolescenza di tutti i membri dei Private Line è l’amore per il rock anni ’80. Il nostro obiettivo era portare quello stile nel XXI secolo, rinfrescandolo con un suono rinnovato. Alcune influenze della musica che contraddistingue questo inizio di secolo sono la prova che abbiamo cercato una veste sonora innovativa mantenendo lo scheletro e le fondamenta del rock duro.

Il singolo “1-800-Out-Of-Nowhere” non solo ha venduto in modo decisamente apprezzabile, ma ha raggiunto posizioni importanti nelle chart estere ed è pure andato forte nelle rotazioni di Mtv. È stato così anche per l’intero album?
Sì, al punto che eravamo stupiti noi stessi che avesse raggiunto un così grande pubblico. La cosa bella è che da parte del pubblico ci sono arrivati pareri sempre personali e differenti sulla canzone che preferivano, il che è buono, come il senso di aver creato qualcosa che è in grado di piacere in più modi. “1-800-Out-Of-Nowhere” essendo il singolo è forse la canzone che mette un po’ d’accordo tutti.

Avete già deciso quale sarà il prossimo singolo?
Sì, sarà il brano “Already Dead”, una canzone con un feeling maggiormente melodico. Abbiamo registrato alcune canzoni dal vivo a Tampere, tre saranno il contenuto aggiuntivo al singolo, che includerà “Already Dead” così come la puoi sentire sul disco, senza alcun edit.

Mi ha colpito il titolo “Forever And A Day”. È per caso tratta da qualche film, o è un lavoro di vostra immaginazione?
Sammy ha fatto la maggior parte del lavoro sui testi, ma per quel che mi ricordo la canzone era semplicemente su un aspetto della vita, senza nessuna particolare citazione.

La storia raccontata nelle liriche di questo brano è abbastanza peculiare, così come il mood del brano. C’è qualche evento reale dietro?
La storia è triste, riguarda la vita di una ragazza, e la sensazione di deprivazione, di qualcosa che dentro di te vorrebbe durare per sempre col timore che possa durare solo un giorno. Ma non vi è alcun riferimento filmografico, niente del genere.

Prendiamo ora “While God Saves I Destroy”; è chiaro contro chi questo rock anthem si scaglia ma chi è la “Youth Nation”?
In Finlandia negli anni ’90 c’era questo detto in circolazione “We’re the lost generation and the youth nation”. La canzone in realtà non ha nessun connotato religioso quanto piuttosto riguarda un incoraggiamento all’essere i padroni della propria vita, senza che nessuno ti dica cosa devi fare.
[PAGEBREAK] La canzone “Last Night On Earth” oltre che per il titolo, richiama un po’ di più delle altre lo stile alieno e melodico di Marilyn Manson in “Mechanical Animals”…
Sì, molte persone ci hanno paragonato a Manson anche per “Little Sister”; il paragone ci sta anche con “Last Night On Earth” anche se si basa su una storia particolare, di questa ragazza che racconta il suo suicidio lanciandosi dal tetto. Comunque mi piace molto Manson perciò penso che l’aver reputato questa canzone come una rock song tra le più internazionali del nostro repertorio sia un complimento.

Quale lato preferisci dei Private Line? Quello melodico basato su un equilibrio bilanciato di strumenti o quello più marcatamente heavy?
Penso che la parte più pesante e dura ci rappresenta di più, ci piace di più perlomeno; molti definirebbero “Already Dead” per esempio una rock ballad ma in effetti ha anche i suoi momenti decisamente più pesanti. Credo che nonostante la varietà di stili, l’ascoltatore alla fine abbia l’impressione che le parti più dure siano prevalenti sul resto. Oggi il rock sta conoscendo un riconoscimento di massa sempre più crescente, e credo che non sarà la durezza dei nostri brani a rendere i Private Line meno appetibili. Noi speriamo di ampliare continuamente la nostra fan base, di colpire con la nostra musica.

Come nasce una vostra canzone? C’è un compositore principale o è il risultato di un lavoro democraticamente ripartito?
C’è democrazia. Chiunque si senta di aggiungere il proprio contributo lo fa. Generalmente Sammy arriva con delle sue intuizioni, dei canovacci, su cui noi lavoriamo cercando di perfezionare e provando finché la cosa non è sufficientemente potente da lasciarci convinti. Gli arrangiamenti vengono eseguiti e decisi insieme. Tutti veniamo da differenti background musicali, Illu è un ottimo musicista con buona conoscenza del pianoforte, Jack è un ottimo chitarrista, il combinare tutte queste radici è il segreto del nostro mix.

Pensi che ci sia una formula rigida nel vostro stile, oppure credi sia possibile che apportiate delle modifiche anche strutturali prossimamente nella vostra musica? Per esempio dell’elettronica o più massicci arrangiamenti…
Non abbiamo formule restrittive ma come Private Line non vogliamo andare oltre determinati limiti. Non mi dispiacerebbe tuttavia se all’atto di comporre le nuove tracce ci si avvicinasse un po’ di più all’industrial. La band non rinuncerà certamente al lato melodico, ma penso che ci muoveremo in modo da farlo suonare comunque più pesante!

La Scandinavia ha rinverdito i generi estremi con una nuova ondata. Dalla Finlandia si stanno profilando molte realtà rock, alcune di qualità come la vostra. Come volete reinventare l’hard rock?
Intendi cosa portiamo al rock? Portiamo i Private Line! Scherzi a parte, ogni band porta qualcosa di nuovo, da noi c’è questa combinazione di stili. Nella musica finlandese e in parte nella nostra, c’è sempre una vela malinconica, particolarmente caratteristica e unica. È normale d’altronde, in un paese dove le ore di notte in un anno superano quelle del giorno. E, cosa ancora più grave, non c’è nient’altro da fare se non suonare. (risate, N.d.R.) L’inverno è lungo anche se per contro l’estate ha un’intensità che lascia in parte posto ad una certa solarità di fondo.

Parliamo del tour. State per fare cinque concerti senza pause! Manterrete una setlist simile per i vari concerti o differenzierete l’offerta nelle varie date?
Dipende dal mood. Non c’è nulla di predefinito.

Com’è un vostro tipico show? Curate molto anche l’aspetto visivo o mirate alla solidità della performance dando prominenza alla musica?
Siamo una band molto visiva, ci piace usare effetti di luci, ma dovremo vedere di cosa dispongono e come siano ampliabili nelle attrezzature i palchi dove suoneremo, quel che è sicuro che se è possibile, cerchiamo di proporre uno spettacolo bello anche per gli occhi
[PAGEBREAK] Ho visto nel vostro sito internet che qualcuno di voi è appassionato degli Spinal Tap. Anche voi suonate “one louder”?
Ogni rock band adora quel film! Naturalmente noi siamo una loud band e quindi portiamo i nostri amplificatori a undici quando tutti non possono andare oltre il 10 nei loro amplificatori.

Come è la vostra vita al di fuori del gruppo? Siete amici oltre che colleghi?
Sì, il mio migliore amico è proprio il bassista, e siamo tutti legati profondamente all’interno del gruppo. Una band di rock’n’roll deve essere un rapporto di amore tra i suoi membri, un po’ come se fosse la tua seconda fidanzata: a volte ci possono essere screzi, ma alla fine è il grande attaccamento che vince sempre. Penso da parte mia di poter dire che l’intero gruppo rappresenta le amicizie per me più importanti. Sono tutti le mie seconde fidanzate (risate N.d.R.)!

Il primo dell’anno suonerete insieme ai Poets Of The Fall, diventati famosi per la canzone “Late Goodbye”, utilizzata in Max Payne 2. Ho scoperto una tua passione?
Naturalmente conosco il gioco, ne ho sentito parlare, ma non ho la Playstation 2 perciò non l’ho mai provato di persona. I Poets Of The Fall sono molto interessanti, ancora non ci siamo incontrati, ma penso che sarà interessante conoscerli e vederli suonare.

Ok, siamo al termine. Vuoi aggiungere qualcosa per i fan dei Private Line?
Ok. Rock hard with your cock out!

Sfortunatamente per me non era un videogiocatore. Tuttavia, parlando d’altro, parlando del gruppo, i Private Line non sono un gioco, ma una promessa solida di intrattenere, raccontare, e visivamente rendere storie e sensazioni sotto l’ala del rock duro e sperimentale. Attesi alla prossima prova, quella dal vivo.

Scroll To Top