Home > Report Live > Profondo rosso in Trieste

Profondo rosso in Trieste

Luci, gabbiani e mare.
La brezza soffia lievemente, giocando con il fumo delle fog-machine, sedie davanti ad un palco multi colorato accolgono un pubblico variegato: si possono scorgere signori attempati con a seguito un vinile, bambini gioiosi che giocano e si rincorrono, teste varipinte dei giovani alternativi che siedono frementi nell’attesa.

Occasione per tale raduno è il “Trieste Summer Rock Festival 2009″, giunto alla sua quarta edizione; quest’anno sul palco si susseguono grandi della musica rock, dai nostrani Daemonia, passando dagli psichedelici Gong e per concludere con la strabiliante band dei Van Der Graaf Generator.
Una tre giorni all’insegna della buona musica, vissuta nell’incantevole scenario di Piazza Unità che sfuma verso mare, tra musica e vento.

Le luci bianche si spengono, solo quelle blu lasciano intravedere le sagome di quattro persone che salgono silenti sul palco, tra i cicalecci di chi, impaziente, non vede l’ora di sentirle.
Primo gruppo del Festival: i Daemonia.
È d’obbligo introdurlli dicendo che si sono formati ben dieci anni fa, attorno al nevralgico genio di Claudio Simonetti, figlio d’arte e leader dell’importante ex-band dei Goblin, la cui notorietà probabilmente è dovuta più a motivi cinematografici che musicali.
Senza inutili attimi, le tastiere vengono infuocate dalle indemoniate dita di Simonetti accompagnate fedelmente dalla possente batteria di Titta Tani, dalle corde di Bruno Previtali e del bassista Federico Amorosi, giovani prescelti per l’esecuzione di canzoni che nel panorama musical- cinematografico, italiano e non, sono considerate pilastri.

Questi brani vengono presi dal loro primo album “The Dario Argento Tribute” e si tratta di keytracks di film come l’allucinante e teatrale “Opera”, “Phenomena” e la sanguinolenta “Suspiria”; in questa gustosa occasione viene proposta anche la più accattivante “Mater Lacrimarum”, canzone dei titoli di coda del più recente film di Argento “La Terza Madre”. Ad arricchire cotanta scaletta anche “Demoni” scritta per il maestro Lamberto Bava e, passando al cinema internazionale, “Zombi” di Romero.

Separandosi dalla matrice di celluloide, i quattro conficcano nei cuori degli spettatori due brani straordinari, due interpretazioni memorabili per la serata triestina, prima dell’epocale fine: “Toccata E Fuga In Re Minore” di Johann Sebastian Bach ed in ricordo del padre Enrico, la memorabile “Gamma”.
L’aria è satura di inquietudine e prima di abbandonare gli spettatori il gruppo regala l’attesa ed indimenticabile canzone di “Profondo Rosso”.
Le note ad eco corrono per le stradine della città… terrore di guardare nei riflessi delle vetrine e ghigno impresso per la piacevole serata di paura.

Scroll To Top