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Progetto Panico: Universo n.6, il nuovo disco brano per brano

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I Progetto Panico tornano con un nuovo disco, “Universo n.6”. Lavoro di cesello per lavare via fronzoli e scorciatoie digitali e questo lo sentiamo tantissimo dal piglio vocale che non si maschera e che anzi diviene davvero popolare. Siamo sempre più abituati alle confezioni perfette di industrie e di cliché. Con questo disco torniamo appena a quel concetto di punk dei giorni nostri, quando la scrittura vomitava in faccia al quotidiano le verità senza orpelli e senza sovrastrutture. Così dietro la produzione di Alessandro Fiori ritroviamo un sound diretto e distorto come nel capitolo più punk del disco dal titolo “Quanto Ero Piccolo” o anche nell’inciso di “Wolfango”. Ed ancora eccovi la dolcezza acustica di “Caos Dance” o “Spettacolare” di cui troviamo il video ufficiale. Canzone d’autore che un poco ha debiti da pagare pensando a quel certo Brunori Sas soprattutto quando ascoltiamo “Cattiva Matilede”. Un bel disco, un gradito ritorno con questo “Universo n.6”. Noi di LoudVision come sempre vi regaliamo il consueto track by track.

Progetto Panico, “Universo n.6” brano per brano

Caos Dance


L’incipit dell’album è il brano più lungo e quello che ci ha regalato più soddisfazioni in fase di produzione. Ci siamo divertiti insieme ad Alessandro Fiori  a creare incroci ritmici e armonici su un motivo che si ripete a loop. Un brano che parla di un uomo davanti allo specchio che, in un impeto di consapevolezza, si ricorda di essere umano (e anche piuttosto stronzo).

Quando Ero Piccolo


Pezzo punk dritto e grezzo il giusto. In quel periodo ascoltavo tanto i parquet courts e mi è uscito fuori sto simpatico motivetto, violento come solo un preadolescente sa essere.

Spettacolare


La mia compagna un giorno mi dice “scrivi sempre canzoni brutte e cattive, tu non sai parlar d’amore”. Ecco, mentre guardavo Inter Frosinone mi è uscita fuori una canzone d’amore, la prima del progetto e forse anche l’ultima.

Cattiva Matilde


Il brano senza dubbio più scuro dell’album. L’arrangiamento di violini di Ale è degno di Mick Ronson (pace all’anima sua). Una volta una tipa a Bologna mi disse mentre io imprecavo per la pioggia “io amo la pioggia”. Boh lo spunto è partito da lì, poi il personaggio ha preso forma con un puzzle di ragazze borderline.

Vivo Per Caso


Qui la fonte di ispirazione è di un mito dell’hardcore italiano, Alberto Angela. Dopo una lussureggiante puntata di superquark sull’universo non puoi non sentirti un accozzaglia di  atomi sparsi o pulviscolo di stelle a seconda dell’umore.

Smile


Il pezzo è un pezzo su come ci si sente disarmati e affascinati dall’orda di parole che attraversano la rete. Un giorno dissi ad un mio amico canadese perché bevessero un caffè così lungo ed orrendo e lui mi rispose per pensare tra un sorso e l’altro. Un buon esercizio.

Non Cambi Mai


Il brano è uscito fuori durante il tour, nota dopo nota, hangover dopo hangover.  Credo che parli di come delle volte ci si sente piccoli anche nei momenti nei quali è tutto ok. È il lato triste di vivo per caso, tipo quando guardi il mare e non ci trovi niente di romantico, ma solo tanto spazio occupato da tanta acqua.

Wolfango


Il pezzo è volutamente brutto e lercio, come il personaggio che descrive, un guardiacaccia.

Spematozoi


Non è una cover di Bugo. Il brano parla dell’incredibile viaggio fino alle tube di falloppio di un gruppo di scalmanati spermatozoi (i miei).
Una storia violenta e avvincente.

 

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