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Il programma di Venezia 71

La 71esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia diretta da Alberto Barbera svela finalmente la propria selezione ufficiale: tutti i film del concorso, del fuori concorso e della sezione Orizzonti che vedremo al Lido dal 27 agosto al 6 settembre sono stati annunciati questa mattina durante la conferenza stampa romana.

«Anche quest’anno – spiega Barbera – non abbiamo voluto mettere in programma più di 55 titoli, nel rispetto della tipica ricetta da festival che prevede la presenza di grandi autori, registi affermati, film molto attesi, scoperte, ma anche esplorazione dei paesi emergenti».

Tra i molto attesi c’è di sicuro il director’s cut di “Nymphomaniac Volume II“, il film di Lars Von Trier uscito al cinema nei mesi scorsi diviso in due parti e alleggerito dalle scene di sesso più esplicite. La prima parte in versione integrale è stata vista a febbraio al Festival di Berlino, la seconda sarà a Venezia fuori competizione.

Alberto Barbera si mostra come al solito molto aperto nel discutere le proprie scelte, e spiega ad esempio che “Gone Girl” di David Fincher e “Inherent Vice” di Paul Thomas Anderson resteranno dall’altra parte dell’oceano al Festival di New York soprattutto per «questioni di marketing».

Mentre “Carol” di Todd Haynes e “Interstellar” di Christopher Nolan semplicemente «non erano pronti» e per “Carol” in particolare dovremo aspettare la primavera del prossimo anno.

Resta un dubbio su “Big Eyes” di Tim Burton e “Queen of the Desert” di Werner Herzog, dei quali Barbera non parla ma che in molti speravamo di poter vedere al Lido. Che almeno uno dei due, magari Herzog, sia tra i tradizionali titoli a sopresa ancora da annunciare?

Archiviata la questione degli assenti illustri, veniamo ai presenti.

I tre italiani in concorso, come la stampa aveva anticipato nei giorni scorsi, saranno “Il giovane favoloso” di Mario Martone, con Elio Germano negli impegnativi panni di Giacomo Leopardi, “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo con Alba Rohrwacher e Adam Driver («come sapete Driver è sul set di “Star Wars” ma speriamo di averlo con noi alla Mostra»), e “Anime nere” di Francesco Munzi.

Parzialmente italiano, come co-produzione ma soprattutto per l’argomento, anche “Pasolini” di Abel Ferrara, con Willem Dafoe, Riccardo Scamarcio e Ninetto Davoli.

Tra i titoli in competizione da tenere d’occhio secondo Barbera citiamo poi “Good Kill” di Andrew Niccol («il primo film che affronta apertamente l’uso dei droni in ambito militare»), “The Cut” di Fatih Akin («una grande opera dal respiro epico, sulla scia di David Lean», “99 Homes” di Ramin Bahrani («sulla crisi economica americana»);

Nobi” di Shinya Tsukamoto, “The Look of Silence” di Joshua Oppenheimer, docu-sequel dell’impressionante “The Act of Killing”, e “Sivas” di Kaan Müjdeci, un’opera prima turca che, avverte il direttore, «potrebbe turbare la sensibilità di qualcuno per il modo crudo con cui rappresenta in combattimenti clandestini tra cani. In ogni caso, tranquilli: è solo finzione cinematografica».

Selezione corposa anche per il fuori concorso, da “Nymphomaniac” a “She’s Funny That Way” di Peter Bogdanovich («una splendida commedia, un omaggio a Lubitsch di rara freschezza»); dalla miniserie HBO “Olive Kitteridge” di Lisa Cholodenko tratta da Elizabeth Strout («è puro cinema») a “Im Keller” dell’aspro Ulrich Seidl («un documentario alla scoperta delle cantine viennesi, c’è da restarne sconvolti»).

Gli italiani fuori competizione sono “Perez.” (col punto) di Edoardo De Angelis con Luca Zingaretti e Marco D’Amore, il documentario “La zuppa del demonio” di Davide Ferrario e “La trattativa” di Sabina Guzzanti, «interamente basato su documenti – si parla della trattativa Stato-mafia – messi in scena da attori all’interno di un teatro di posa di Cinecittà».

E le star? Confermata la presenza di Al Pacino, al Lido con “Manglehorn” di David Gordon Green (concorso) e “The Humbling” di Barry Levinson (fuori concorso). E poi Naomi Watts, Emma Stone, Michael Keaton, Edward Norton (tutti in “Birdman“, il già annunciato film di apertura), Andrew Garfield (“99 Homes”), Charlotte Gainsbourg (la “ninfomane” di Von Trier, anche in competizione con “3 Coeurs” di Benoît Jacquot).

Infine, la sezione Orizzonti, sulla quale torneremo con un approfondimento dedicato. Segnaliamo intanto il ritorno di Mohsen Makhmalbaf, “The President“; la rivisitazione shakespeariana di Michael Almereyda con “Cymbeline“; e poi il «lungamente sofferto» “Belluscone, una storia siciliana” di Franco Maresco, “Your Right Mind” di Ami Canaan Mann (sì, è la figlia di Michael, già a Venezia nel 2011 con “Texas Killing Fields“) e, fuori concorso, un nuovo corto animato di Simone Massi, autore tra l’altro dell’adorabile sigla della Mostra.

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