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Pronto il successore dell’HDMI: si chiama HDBaseT!

Con la diffusione dei contenuti digitali, le vecchie connessioni analogiche come SCART e S-Video sono state sostituite dall’interfaccia HDMI, capace di veicolare contenuti in HD e audio multicanale attraverso un unico cavo. In questi anni questo standard ha subito diversi sviluppi fino ad arrivare all’ultima versione 1.4 capace di supportare anche i nuovi film in 3D. Contemporaneamente si è assistito all’affermarsi dei contenuti via Web. Ci sono TV che si collegano in Internet per accedere ai canali che trasmettono in streaming o che si interfacciano con un server multimediale per visualizzare foto, video e musica condivisa all’interno di una LAN domestica.

Per rendere il tutto molto più fruibile dal punto di vista dell’utente finale, alcuni brand come LG, Samsung, Sony e Valens Semiconductor si sono uniti per creare un nuovo standard che superi i limiti dell’HDMI e capace di veicolare anche i dati. È nato così l’HDBaseT che, nelle intenzioni dei suoi sviluppatori, dovrebbe mandare in pensione tutte le altre tipologie di connessione. Basato sui normali cavi Ethernet Cat 5e/6, consentirà di veicolare attraverso un’unica connessione non solo audio e video, ma anche dati, una potenza di 100W utile per alimentare i dispositivi collegati e segnali di controllo. Perché si affermi come standard molto probabilmente si dovrà attendere il 2011 ma già da adesso le premesse sono più che buone.

I vantaggi non si limitano al solo fatto che basterà un unico cavo per collegare TV, lettori da tavolo, decoder, box multimediali e tantissimi altri dispositivi. Grazie alla possibilità di trasferire in modo bidirezionale segnali fino alla velocità di 10.2 Gbps non ci sarà alcun problema per i film in FullHD in qualità non compressa e per i contenuti in 3D. L’HDMI, poi, non permette di utilizzare cavi molto lunghi rendendo più difficoltosa l’installazione e il collegamento dei vari dispositivi. Già collegare il sintoamplificatore con Blu-ray a un proiettore montato a soffitto crea non pochi fastidi mentre l’HDBaseT permette di utilizzare cavi di lunghezza massima di 100 metri, più che sufficiente per venire incontro alle esigenze di un qualsiasi impianto AV domestico.

Si tratta anche di una tecnologia a buon mercato perché un cavo ethernet costa molto meno di uno HDMI. Trasferendo, poi, energia elettrica fino alla potenza di 100 Watt sarà possibile, ad esempio, alimentare un televisore senza dover ricorrere alla presa a muro. Il ventaglio di applicazioni è davvero ampio ed è facile prevedere per l’HDBaseT un futuro roseo, anche se per ora i produttori che ne sostengono lo sviluppo sono pochi. Per averne maggiori informazioni basta andare su www.hdbaset.it, il sito di riferimento italiano.

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