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  • Prostitute Disfigurement: Descendants Of Depravity

    Prostitute Disfigurement

    Data di uscita: 17-03-2008

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Woarg!

In un’ipotetica gara per il nome più improbabile del pianeta, i Prostitute Disfigurement (!) rivaleggerebbero per i posti alti del podio con sparuti eletti come Cattle Decapitation, Defenestration (anche Merendine Atomiche, però…) e pochi altri. Quarto album in studio, sul genere proposto ben pochi dubbi: death floridiano con ampi sconfinamenti nel brutal – e lo si evince già dal primo istante d’ascolto, dato che il disco si apre con un blast-beat che non lascia spazio a domande. Le coordinate stilistiche sono piuttosto evidentianche in questo “Descendants Of Depravity”, coi nomi storici della scena in primissimo piano – Deicide, Cannibal Corpse, ultimi Suffocation, ma anche Morbid Angel – e quindi si parla di ritmiche tese e piuttosto intricate, chitarre violente, voce growl cromata di nero (apprezzabile, peraltro, perché pare assurdo ma spesso è proprio la timbrica dei cantanti estremi a lasciare perplessi), testi e concept estetico grondanti sangue, dolore e morte.
Ad arricchire le dinamiche, fortunatamente, giungono ogni tanto divagazioni solistiche di buon pregio (chitarre notevolissime), a mostrare comunque che la band ci sa decisamente fare e non si limita a pestare a caso mulinando colpi su colpi – e questo è fatto gradito, dato che spesso ci si dimentica che il buon death metal è prima di tutto un genere sofisticato e complicatissimo dal punto esecutivo. Stringendo, però, non è che ci sia molto da rimarcare in quanto a tratti d’originalità, niente modernismi, né tastiere, figuriamoci clean vocals o divagazioni metalcore (il che, forse, non è poi un difetto, visto il sovraccarico di uscite di questo tipo).
Peccato, perché un disco come l’eccellente “Slaughter & Apparatus” degli ottimi Aborted (riscopriteli!) ha ben mostrato quanto il death possa svilupparsi senza d’altro canto perdere la sua carica ferale. Il combo olandese, invece, è sostanzialmente fedele alla linea, e rispetta in pieno i canoni di genere, col risultato che proprio dall’adesione dell’ascoltatore a questi codici estetici dipende il giudizio di merito. Perché anche se questo non garantirà mai un posto nell’Olimpo del metal, e la loro musica avrà giocoforza una longevità limitata, nel loro campo i Prostitute Disfigurement (continua a farci sorridere il monicker), sanno fare il loro lavoro in modo ineccepibile, da ottimi artigiani dell’estremo.

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