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Prove prima della finale

Prosegue la lunga strada verso la Finale regionale di Vicenza, cui farà seguito la finale nazionale. Le band presenti al Sabotage il 17 Maggio sono, in ordine di comparsa: Soul Storm, An Handful Of Dust, Scotch Ale, Scare Crown, Cherry Lips e Syncoop.

I Soul Storm si impossessano del palco con la folta formazione e subito si avvertono i favori della scena di casa. La band inizia con un brano dalla linea melodica di immediata fruibilità. Gli inserti tastieristici sono essenziali ma permettono una completa godibilità dei mid-tempos. Qualche invenzione geometrica e gli irrobustimenti metal della ritmica vivacizzano la proposta. L’energia si sprigiona in modo coerente: le composizioni non suonano per niente acerbe, mantengono una coesione compositiva ed una profondità interessanti. Quello che non perviene è la presenza scenica sul palco, motivata forse dal fatto che il frontman sia trincerato dietro le tastiere.

Il secondo brano procede verso lidi più melodici, con un’eccessiva dispersività. Pianoforte e basso non riescono a fondersi in un sostrato trainante e convincente. Gli assoli, per quanto ben concepiti, rilanciano un’anima prog che non sembra in verità fare parte dell’identità del gruppo. Forse, un’occasione persa, nonostante l’inventio sicuramente originale ed apprezzabile.
Voto: 7

Seguono gli An Handful Of Dust da Udine, da subito aggressivi nei ritmi ma melodici nell’assimilabilità. Il fattore fruibilità lascia il posto ad un songwriting composto da frequenti cambi di tempo, e raddoppi vocali di scream e growl. Non è facile rintracciare un’origine precisa (thrash, old school heavy, sperimentazioni estreme) e il risultato dal vivo è disorientante.

Il secondo pezzo ha origine da un riff eclettico ma poco concludente, difetto che si protrae nei frequenti cambi di tempo e solitarie impennate d’intensità. Ci si aspetta una potenzialità ed una costruttività che purtroppo necessita di una maturazione forte e maggiormente autocritica nelle parti più meditative. I fondamenti ci sono tutti.
Voto: 6

Da Conegliano proseguono i brillanti Scotch Ale dalla ritmica impattante. Arrangiamenti furbi ben incastonati nell’immediatezza della proposta, che si lascia accompagnare nell’ascolto con una carica e piacevolezza inedite.

La band si muove bene sul palco ed interpreta in modo personale ed interessante l’emotività che serpeggia durante l’esecuzione. Occupa in modo sapiente lo spazio offerto dal palco e sciorina energia nel finale del secondo brano, un culminare rock. Rock nel senso più etimologico del termine.
Voto: 8

Gli Scare Crown da Pordenone sono una proposta indubbiamente estrema, figlia della scena prog-death o post-death. La voce femminile di Antonella è co-protagonista degli scream; il cantato guida letteralmente i brani, spesso prevedibili nella ritmica e senza particolari movimenti creativi o solisti. Il sostrato musicale genera il territorio d’appoggio su cui le tre voci orientano il discorso musicale.

Proprio per questa ragione l’offerta musicale degli Scare Crown, che dovrebbe in teoria risultare complessa e composita, ha una sua forza di penetrazione che ben testimonia la voglia di comunicare energia e sensazioni da parte del gruppo. Ben affiatati, coerenti nel songwriting, autori di una prova sul palco positiva e sopra le aspettative del genere.
Voto: 7

Il momento forte della serata sono sicuramente le Cherry Lips. Nel senso fisico del termine. Intraprendenti sul palco con la grinta di rockers di razza, compatte dietro una formula semplice che inneggia alla musica come divertimento. È probabilmente più bello vederle esprimere sul palco la loro intesa a pelle che seguire il discorso musicale.

Mi arrischio ad additare la proposta troppo fragile sulla sostanza, quando si preveda di valutarle in studio. E l’essere smentito sarebbe ulteriormente fonte di gradita sorpresa. Se la proposta ammicca ai Rumorerosa, non si può negare quanto fascino rosa in più abbiano, grazie alla formazione all-female.
Una nota: una folla maschia del folto pubblico si accalca per dare il voto alle Cherry Lips. Missione compiuta.
Voto: 7

Terminano la serata i Syncoop: la loro proposta scivola con costante interesse, seppure talvolta susciti emozioni troppo acerbe da portare la godibilità oltre la soglia attentiva. Energia e fisicità sul palco fanno del giovane gruppo una proposta nu-metal con elevate capacità di coinvolgere e divertire. Fanno sicuramente piacere certe trovate di mestiere che dimostrano esperienza e rodaggio.

Da menzione speciale il batterista che anima con entusiasmo i ritmi animosi dei brani. I Syncoop sono da impatto sicuro, aspiranti adepti di acts quali Esoterica o Lingua quando non troppo intenti a replicare le estetiche nu-x. Il consiglio è di proseguire sulle sperimentazioni senza farsi prendere dalle soluzioni troppo semplici.
Voto: 7,5

Risultati della serata:
Soul Storm – vincitori per la giuria popolare
Scotch Ale – vincitori per la giuria artistica
Cherry Lips – vincitrici per le votazioni congiunte di giuria e pubblico

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