Home > Recensioni > Punch In Mouth: This Is Core

Mandateli nello spazio

Il progetto nato in Lazio nel 2006 da Luca Lattari (inizialmente voce+basso, ora passato alla chitarra per cedere il proprio strumento a Marco Geremia) e Simone Santoro (chitarra), ampliatosi l’anno successivo con l’entrata trionfante del batterista Fabio Amoroso, alla fine riesce ad allunare con la realizzazione di un nuovo lavoretto.

La falsa riga su cui si sviluppa l’esalogia è quella di un pop punk dai contorni emoidi: non emo abbestia come gli Alesana, ma certamente nemmeno punk come i Sex Pistols.
Quello che risulta da siffatto miscuglio è la versione maschile di chi, odiernamente, si finge un’icona della ribellione pur essendo parte della pop culture.
Poca l’inventiva, rimane altrettanto da trasmettere all’audience.

Per fare il genere che fanno, i Punch In Mouth innanzitutto dovrebbero cambiare il nome in qualcosa che non faccia pensare alla cattiveria e alla violenza; perché, una volta ascoltate le sei canzoni, l’idea che si stabilizza nella mente di colui che ha esperito non riguarda certamente tali concetti.

“Merry Shitmas”, posta per ultima nell’ordine delle tracce, probabilmente intende rappresentare un gesto di uscita dagli schemi rispetto al resto dell’EP. In effetti è un po’ più vitale, tuttavia non rispetta la coerenza di fondo.
Sempre che ce ne sia una.

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Contro

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