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Punk gitano

Martedì 25 maggio l’Alcatraz di Milano è stato animato dalla carica di energia dei Gogol Bordello.
La band leader indiscussa del gipsy punk ci ha dato prova della sua capacità di coinvolgimento in una scatenata esibizione di quasi due ore.
Si parte con il ritmo della chitarra acustica di Eugene Hütz che fa da apertura ad un crescendo di ritmi e melodie costruite costruite dalla sapiente combinazione di violino, fisarmonica e percussioni.

Grazie alla loro formazione poliedrica i Gogol Bordello riescono a scaldare il pubblico offrendo una bella performance sia acustica che visiva. Già dalla quarta canzone lo scatenato Eugene abbandona maglia e chitarra per passare ad una bottiglia di vino che sorseggia tra una strofa e un ritornello. Divertentissimo il momento in cui Pedro Erazo, percussionista/rapper della band, sale su un’instabile grancassa sorretta dal pubblico delle prime file.
A metà concerto ecco sul palco un grande ospite a sorpresa: Roy Paci. Il famoso trombettista italiano prende subito il ritmo della band ed esegue un paio di pezzi.

Dopo diversi medley strumentali e ritornelli prolungati all’estremo, i Gogol Bordello si concedono una brevissima pausa seguita da un’altra esibizione chitarra e voce di Eugene. Le note strimpellate malinconicamente e la voce con la caratteristica influenza dell’est Europa fanno da preludio alla roboante chiusura del live.
I Gogol Bordello con la loro energia e la musica diretta e sincera ci hanno regalato un concerto bello e divertente, capace di coinvolgere anche chi non conosce a memoria le loro canzoni.

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