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  • Pyogenesis: She Makes Me Wish I Had A Gun

    Pyogenesis

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Non disturbare: geni flessibili al lavoro!

La bio recita un sonoro “Germany’s premiere punk rock band is back!” e, effettivamente, non ci sentiamo di fare un torto a nessuno confermando quanto riportato or ora. Ma il fatto è che i signori in questione con i primi lavori (i primi due EP e il full length “Sweet X-Rated Nothings”) hanno proposto una strana sorta di gothic-death metal, per poi lanciarsi definitivamente negli abissi abitati dai meno savi di mente con “Twinaleblood”. Qualche album dopo Flo V. Schwarz cantante, chitarrista e mastermind del complesso, viene abbandonato dal resto del suo gruppo, che decide di dedicarsi ai Liquido, ovvero ciò che all’inizio era nato come valvola di sfogo dai connotati “pop”, per poi trasformarsi, evidentemente, in una macchina commerciale ben più redditizia del gruppo madre. Flo si ritrova solo, riforma attorno a se i Pyo e, passati tre anni e mezzo, ecco a noi “She Makes…”.
Tutto è cambiato, nulla è cambiato. La direzione verso lidi ben più accessibili e diversi sembra essere arrivata al capolinea definitivo; così ci dice il punk rock moderno e orecchiabile dei nostri. Ebbene sì, i Pyo sono una sorta di Ramones del nuovo millennio, con canzoncine facilifacili, veloci, brevi, ma così intense. Si rifanno alla vecchia regola del jack nell’amplificatore e succeda quel che deve succedere. E la cosa riesce loro piuttosto bene, bisogna ammetterlo.
Certo è che le emozioni date dall’album grazie ai testi, e ai motivi melodici (a volte un po’ à la Buzzcocks) concorrono ad infondere nell’ascoltatore una leggera vena malinconico-riflessiva che per quanto semplice e dolce riesce a non essere assolutamente stucchevole, ma anzi a dare notevoli vibrazioni lungo la schiena.
È il caso di consigliare l’album nella sua interezza, un memorabile esempio di come si possa fare musica piacevole, intelligente e fresca.

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