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Quando acido è bene

Freddocane è il nome dietro cui si celano (mica tanto) tre bergamaschi d.o.c. con la passione per la musica.
E qualcuno potrebbe fare l’associazione mentale “Bergamo = Bepi = col piffero che ascolto un gruppo così”; invece no, vi consigliamo di dare loro un’opportunità.

Nonostante la provenienza geografica, per l’appunto, la band sa benissimo ciò che fa e altrettanto bene sa farlo, discostandosi dalle tendenze mainstream che sempre più spesso intaccano il potenziale dei ciòfani. Questi sono i presupposti del Long Playing “Psychogrunge”.

Quello che piace ai Freddocane è innanzitutto il ritmo sincopato, probabilmente reperito dal paradigma di Red Hot Chili Peppers e Cypress Hill, con l’aggiunta di pH inferiore a 7 che permea i testi – praticamente scritti ed eseguiti solo in italiano. Il basso è lo strumento monarca che si erge sulla distesa di marasma hard rock costruttivo, tanto violento e sostanzioso da provocare un’indigestione di entusiasmo. “Retrokiller” e “Dentro Al Tempo” sono forse a tal proposito i migliori risultati.

Quasi pacata risulta a confronto la cover di “Such A Shame” dei Talk Talk, come del resto la rivisitazione di “Walk On The Wild Side” (originale di Lou Reed) dimostra che il gruppo è abbastanza stabile per permettersi di plasmare a proprio piacimento il lavoro altrui. Tuttavia, noi confessiamo di preferirlo quando parla nella lingua madre.

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