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Quando il gioco si fa duro

Precari tavoli di legno nei privée dei saloon: il vecchio far west e i gamblers che risucchiavano dollari agli avventori. Lo scopone scientifico di Sordi e della “vecchiaccia”, che porta Monica Vitti sul baratro del suicidio. Stanzette anguste con tavoli verdi avvolti da coltre di fumo. Si spostano capitali in nome dei quattro semi più di quanto non avviene in Borsa. La cinematografia, in questo, ha contribuito a formare vere e proprie leggende.
Poi magari scopri che la realtà non è così diversa dalla finzione quando vai dal tabacchino per un francobollo e fai una fila di ore, perché c’è una città che aspetta un gratta-e-vinci. Tristezza di un popolo a cui non è rimasto che sognare.

I tempi cambiano. Non è più necessario andare nei circoli privati o nei lussuosi casino per provare l’ebbrezza del gioco: basta un click.
Gli spot della TV e i giornali parlano di portali dove puoi sederti anche in pantofole, scegliere un tavolo e tentare la sorte sfidando giocatori di tutto il mondo. Una moda a stelle e strisce che, come altre nel passato, intende puntare al cuore dei nostri costumi.

Dove c’è successo si muovono soldi e dove si muovono i soldi la legge, come lo sceriffo nei saloon, dovrebbe intervenire per tutelare i consumatori di azzardo.
Così, pochi giorni, fa è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, un decreto rubricato “Disciplina dei giochi di abilità nonché dei giochi di sorte a quota fissa e dei giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo con partecipazione a distanza“. Un titolo tanto lungo quanto ambizioso. In verità, poi, si tratta di un breve testo, meno di venti articoli in tutto, per affermare diritti e doveri delle piattaforme multimediali del tavolo verde.

Ecco, in soldoni – o meglio, in soldini – cosa prevede la nuova disciplina.
La piattaforma deve comunicare alla AAMS, il governo dei giochi legali, quale generatore di numeri casuali è usato durante le partite. Si tratta del programma che, per così dire, mischia le carte, affinché una partita sia diversa dall’altra. Devono inoltre essere assicurate al novello Gus Hunsen una continua e simultanea comunicazione con il mastro di gioco, l’assistenza, la certezza di ricevere la posta in palio e, in ultimo, anche l’allenamento gratuito e la spiegazione delle regole. Perché per spennarli, i polli, prima c’è bisogno di spiegargli come si fa a mettere in gioco le penne.

Il testo parla chiaro. Devono essere garantite correttezza, integrità, affidabilità, sicurezza, trasparenza, tempestività del pagamento, continuità delle partite. La piattaforma deve accompagnare il giocatore dall’inizio della partita fino alla riscossione della eventuale vincita.

Se poi questi diritti vengono calpestati e ti tocca fare causa ad un soggetto che chissà dove ha sede, sempre che sia solvibile, quello è un altro discorso.

In ogni caso, è stato assegnato alla AAMS il compito di vigilare e fare ispezioni per garantire il rispetto della legge e soprattutto tenere alla lontana i minori da questi siti. Una disposizione, questa, che ci fa sorridere. Pretenziosa e lontana dalla realtà di internet come solo la legge italiana sa essere.
Si può arrivare fino alla revoca delle autorizzazioni per il portale inadempiente e l’applicazione del codice penale.

Prima di chiudere, oltre alla norma del buon senso voglio ricordare al lettore una regola fondamentale: se sei a un tavolo da gioco e dopo mezz’ora non hai capito chi è il pollo, allora il pollo sei tu.

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