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Quando si ama Milano

Avete presente una festa? Non una festa qualsiasi, una di quelle dove siete più fuori posto di un vegano ad una Sagra del Cacciatore, ma una vera festa, una di quelle attese a lungo e a cui arrivate carichi a mille di adrenalina. Una di quelle dove sapete che ci sarà una marea di vostri amici, un sacco di roba da bere e mangiare e delirio fino a tarda notte.

Ecco, non credo ci siano altri modi per descrivere Garrincha Loves MI, la festa dell’etichetta Garrincha Dischi che si è tenuta lo scorso giovedì 5 settembre alla Zona Autonoma Milano (ZAM), festa collettiva in un bellissimo spazio autogestito in pieno centro Milano (mai sentito nominare Piazza Sant’Eustorgio?).

Un lungo concerto, che ha visto alternarsi a partire dalle 19.30 sui palchi esterni e interni della Zona Matteo Costa, L’Officina Della Camomilla, L’Orso, Lo Stato Sociale, Chewingum, Magellano e Brace. Gran bella musica, nonostante la ristrettezza del luogo e la posizione un po’ infelice del palco esterno. Tutte cose cui in realtà poi non si è fatto molto caso, coinvolti come si era dall’atmosfera, dalle sensazioni che la serata regalava. È in realtà difficile rendere bene a parole, in poco spazio, quello che ho provato durante la serata. Un forte senso di comunità, dato sia dall’amare tutti (chi più, chi meno, ovvio) la musica messa in campo dall’etichetta bolognese, una grande famiglia affiatata che avvolge l’intera penisola con i suoni delle sue band, sia dal luogo, spazio vecchio trasformato in qualcosa di nuovo con l’obiettivo di stravolgere quella concezione (vera o fasulla) ahimè ormai imperante in Italia riguardo al centro sociale, luogo di depravazione e sfattonaggio coatto invece che spazio di incontro e creazione di una nuova identità.

C’era felicità nell’aria, insomma. Capito allora? Tenetela un po’ più d’occhio la Garrincha Dischi!

Scusate, ero troppo impegnato ad esaltarmi.

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