Home > Report Live > Quando un live ha più senso di mille registrazioni

Quando un live ha più senso di mille registrazioni

La prima cosa che salta all’occhio è la lunghissima fila che c’è per comprare il biglietto. Moltissime persone, di tutti i tipi e di tutte le età, che attendono pazientemente il loro turno per l’agognato ticket. Se la ridono invece i reporter che saltano la fila ripetendo di continuo le due paroline magiche: accredito stampa, accredito stampa.

Alle dieci e mezza partono i Fol Chen, band statunitense, precisamente di Los Angeles, promulgatrice di un simpatico rock danzereccio: chitarra acustica elettrificata, tastiera con sonorità piuttosto elementari, batteria, basso e occasionalmente tromba. La loro prova non è male, il pubblico risponde piuttosto bene accennando qualche passo di danza e qualche timidissimo headbanging. Superlativo il loro completino in tuta rossa, potevano sembrare delle tute da lavoro; avessero aggiunto il copricapo giusto, grazie anche alle loro dissonanze semi-elettroniche, avrebbero meritato l’appellativo di Devo del 2000.

Undici e un quarto, è il momento dei Liars. Il locale si riempie e la formazione sul palco è piuttosto ampia: cinque elementi (due sono membri dei Fol Chen). Quando entra in scena quel guascone di Angus Andrew il pubblico impazzisce, e lui ricambia con degli sguardi folli seguiti da espressioni del volto deliberatamente idiote. Poi si passa alla musica suonata, e quella è un’altra bella storia. Saremo tutti d’accordo sul fatto che possa essere piacevole ascoltare i Liars, ma vederli live è tutta un’altra cosa. La presenza scenica dei tre della formazione originale è impressionante; Andrew, facendo i dovuti paragoni, si muove e canta in maniera non troppo dissimile da quel mostro sacro di Iggy Pop, mentre il batterista sembra un boscaiolo abbattitore di sequoie canadesi, tanto sono imponenti la sua figura e il suo drumming. E così per quasi un’ora e mezza assistiamo ad uno spettacolo che concettualmente rimanda al post-punk fine anni Settanta, con la consapevolezza e i mezzi tecnici dei giorni nostri. Un’ora e mezza in cui la folla si esalta ancor più della band ballando, cantando e sfidando il caldo infernale del locale.

Così termina il concerto dei Liars, con un lungo applauso ed un sentito ringraziamento per aver fatto passare una bella serata a centinaia di persone.

Scroll To Top