Home > Recensioni > Queen Rock Montreal

Dopo il concerto di Budapest che qualche anno fa registrò quasi 80mila presenze in sala per un solo giorno di programmazione, anche lo storico concerto di Montreal dei Queen (secondo, come fama, probabilmente solo a quello di Wembley del 1986) arriva nei cinema, questa volta per tre giorni dal 16 al 18 marzo distribuito da Microcinema. Registrato al Forum di Montreal il 24 novembre del 1981, è stato il primo concerto interamente ripreso in 35mm, ed ora viene proposto rimasterizzato in Ultra HD con un sound surround davvero magnifico, che merita quasi da solo il prezzo del biglietto.

All’inizio degli anni 80 i Queen erano una band sulla cresta dell’onda, il “The Game Tour” prevedeva ben 46 date nel Nordamerica, il disco “The Game” viaggiava sulle decine di milioni di copie vendute, disco di platino praticamente in tutto il mondo. Il suono della band era ancora un ruvido hard-rock impastato di glam e progressive, ancora scevro dai barocchismi elettronici  a venire. Freddy Mercury era ormai un performer maturo, dallo stile controverso ma dall’indubbia potenza vocale, Brian May un guitar-hero che rappresenta uno spettacolo nello spettacolo, la sezione ritmica Deacon/Taylor un solido muro sul quale appoggiarsi. In “Queen Rock Montreal” potete godervi il canto del cigno di una band che successivamente imboccò una china dalla quale non sarebbe mai più risalita, china qualitativa accompagnata, però, da un successo di pubblico ancora maggiore.

Un’overdose di classici vi permetteranno di cantare in sala (e fatelo, queste proiezioni acquistano più senso se diventano un happening, per una volta non è richiesto il silenzio assoluto): “We Will Rock You” (in apertura e chiusura), “Somebody to Love“, “Killer Queen“, “Under Pressure” ancora senza Bowie, “Bohemian Rhapsody“, “Another One Bites the Dust“, “We Are the Champions” e tante altre.

Non ci sono materiali di repertorio, interviste, è un concerto live nudo e crudo, ripreso e diretto al meglio, con lo splendore dell’HD che esalta anche i pacchiani giochi di luce dell’impianto scenico, modernariato d’epoca che anche oggi conserva una sua forza.

Solita annotazione finale di tutti i film musicali, questa volta moltiplicata per 100, visto che si tratta di un live: se siete dei fan dei Queen (e, statisticamente, la metà dei lettori credo lo sia) non perdetevelo assolutamente e alzate di una stella il voto finale, se non lo siete non vi avvicinate alla sala e toglietene uno. Io appartengo decisamente al secondo gruppo, ma mi sono comunque divertito, lo devo ammettere, anche solo nell’ammirare con un certo sbigottimento gli stravaganti cambi d’abito del signor Farrokh Bulsara, in arte Freddy Mercury.

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Contro

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