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Quarto film per Checco Zalone, re del botteghino e del pubblico italiano.

Stavolta Checco è un italiano medio impegnatissimo a difendere il suo amato posto fisso, messo a rischio dalla cancellazione delle province voluta dal governo.

Superando brillantemente i tentativi della dottoressa Sironi (Sonia Bergamasco) di convincerlo a firmare la dimissioni dopo averlo spedito ai quattro angoli dell’Italia, Checco viene infine trasferito al Polo Nord, presso la stazione di ricerca del CNR.

Proprio mentre pensa di resistere nonostante i consigli del fidato senatore Nicola Binetto (Lino Banfi), Checco incontra Valeria (Eleonora Giovanardi), una ricercatrice appassionata, bella e molto più calata di lui nella contemporaneità europea, che gli aprirà gli occhi e il cuore al mondo oltre il posto fisso…

Zalone sceglie la strada coraggiosa del rilancio proporzionale al successo del film precedente, mettendo su una produzione ambiziosissima, unita però a una sceneggiatura divertente il giusto, mai scorretta in senso lato, persino un filo istituzionale.

Abbandonata per sempre la strada facile del comico da tormentone televisivo che ci prova al cinema, Zalone e il regista Gennaro Nunziante non sembrano nemmeno troppo ansiosi di aderire pienamente al modello della commedia all’italiana, sacrificandone la nota più caustica e dolente in favore di una visione più positiva e possibilista.

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Contro

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