Home > Report Live > Radio Archivio, ospiti della prima puntata Peppe Lanzetta e Roberto Colella

Radio Archivio, ospiti della prima puntata Peppe Lanzetta e Roberto Colella

Al via ieri sera a Napoli la seconda edizione di “Radio Archivio” un format musicale che accompagna  lo spettatore attraverso la dimensione live accostata a  quella radiofonica in un percorso indoor ed outdoor, la kermesse è coprodotta da Radio Crc e l’etichetta discografica indipendente partenopea Full Heads. Ospiti della prima puntata Peppe Lanzetta e Roberto Colella.

Una location sicuramente esclusiva quella scelta da Radio Crc e Full Heads per collocare le due ore di diretta “fuori porta” al via ieri sera e in onda ogni due mercoledì di questo inverno. Un gradito ritorno quello di Radio Archivio, giunto alla seconda edizione, nei locali dell’Archivio Storico di Napoli, una galleria Borbonica che ti introduce negli anni del proibizionismo e del Regno delle Due Sicilie, sicuramente una location “giusta” per esaltare la meridionalità degli ospiti del format. A rappresentare Radio Crc ci pensa la giornalista e speaker radiofonica Giuliana Galasso, intrattenitrice del  pubblico presente in sala,  di quello a casa e intervistatrice degli ospiti, li prende per mano e li conduce in un lungo percorso che accosta musica (live e non) e storia biografica e musicale. L’importante presenza  di Full Heads è affidata a Stefano de Asmundis, esperto di comunicazione musicale per la Discografia ed i Media, che oltre a lanciare in maniera promozionale i due ospiti, figli di una creazione Full Heads, da un senso a tutti i brani presenti in scaletta nelle due lunghe ora di diretta, come Talking Heads, Bluvertigo o Coez, reduce da un tour colmo di sold out.

Primo ospite è Peppe Lanzetta nelle vesti di musicista con una recente pubblicazione targata Full Heads “Non canto, non vedo, non sento” uscito il 16 giugno di quest’anno. Una lunga intervista in cui lo storico attore e scrittore partenopeo ripercorre le sue tappe che lo hanno condotto al successo, prima locale poi nazionale, finendo in più edizioni come ospite fisso sulla poltrona più ambita di tutti i salotti televisivi, quella del Maurizio Costanzo Show. Non mancano le gag e le sue frasi storiche e qualche ascolto dell’album attraverso singoli estratti da esso in rotazione radiofonica.  A dar man forte al Lanzetta è accorso Maurizio Capone, giunto al quarto disco nel 2016 con molti ospiti e featuring partenopei (James Senese, Daniele Sepe, Dario Sansone, Gnut), con  un suo brano presente in scaletta Crc. Un contributo speciale quello di Capone che, introducendo il secondo ospite della serata – Roberto Colella, tocca un nervo scoperto del passato tra gli artisti di questa particolare scena: la poca interazione. Capone dando per scontata la stima del suo collega Lanzetta, senza troppi artifizi retorici ha lasciato che fosse la sua decennale carriera ad osannarlo al suo posto, ma non risparmia parole di affetto e stima per il suo collega nuovo alla scena musicale, fosse solo per la sua giovane età. “Adesso quando un artista fa un gesto lo fa anche pensando agli altri, ai suoi colleghi oltre che ai suoi fans. La parola d’ordine è diventata Amore, quando c’è amore e collaborazione c’è arte, e l’arte porta al cambiamento, quello vero. Adesso a Napoli è in atto una rivoluzione, e Roberto e i suoi La Maschera sono attori protagonisti.”

radio archivio
Ed eccolo l’ultimo ospite, a mezz’ora dalla fine della diretta, un timidissimo Colella, che si fa scudo tra il suo cumulo di ricci e la  potenza della sua voce, lontano da due delle sue confort zone: la sua band, i suoi amici, e un palco su cui far uscire la sua potenza vocale e la sua estrosità. Lo abbiamo già visto in una situazione al limite del formale durante la conferenza stampa di presentazione del suo ultimo lavoro “ParcoSofia”, quando il panico sembrava salire bastava uno sguardo con il resto della band e si trasformava subito in risate ed allegria. Come se la caverà stasera in una dimensione solista? E’ la domanda che mi risuona in testa dall’inizio  della diretta. Rotto il ghiaccio subito con “Diman comm’ ajer” in rotazione radiofonica, Roberto alle parole “parlate” preferisce le parole “cantate”, abbraccia la sua chitarra e in sequenza arrivano “Palomm ‘e mare”, “Senza far rumore” e un tributo al grande Sergio BruniAmaro è ‘o bene”, in cui la potenza vocale di Roberto ha raggiunto livelli incredibili, in un acuto ha risuonato l’intera galleria.
Ma come si dice in questi casi: “vox fans, vox dei”, e i fans le parole le hanno perse in quel momento, c’era spazio solo per lo stupore e la meraviglia.
Un po’ acerbo nell’approccio come intrattenitore, una malcelata timidezza sfociata troppo spesso in battute rivolte al popolo in sala e quello dietro le radio, ma quando a dominare è la sua voce, tiene banco senza  remore. Gli occhi gli si illuminano di gratitudine verso la sua arte e la fortuna di poter fare il musicista, e la voce domina la scena.

Questo per le radio è un periodo particolarmente caldo, l’avvento dei canali streaming e la fruibilità della musica ha messo questo settore seriamente in discussione. E’ di settembre uno studio americano  che, in maniera catastrofista, preannuncia la scomparsa delle emittenti radiofoniche al massimo tra dieci anni. Senza fare delle congetture bisogna però riconoscere che molto spesso alla radio si preferisce l’Ipod, alle scalette scelte da speaker e conduttori si preferiscono gli zapping su Youtube o le Playlist su  Spotify ed è innegabile che le radio devono correre ai ripari inventando coinvolgimenti maggiori per creare fidelizzazione e partecipazione nei propri ascoltatori. E così via a pass omaggio per i concerti più esclusivi (spesso di ospiti internazionali), compact disc in regalo ai “diti più veloci”, gadget e cotillon per i più bravi nei vari contest radiofonici. In un panorama sempre più contaminato di internazionalizzazione, una scena che guarda sempre più alle tastiere dei Coldplay nei sound e al rappato americato nei testi,  Radio Crc e Full Heads sono riusciti a distinguersi creando dei live gratis, accessibili a tutti, scegliendo con cura gli ospiti, creando un cocktail ben riuscito in cui gli ingredienti (location, scaletta, conduttori, live) sono ben equilibrati e mirati all’esaltazione dell’autenticità locale.

Scroll To Top