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Radio Archivio – ultima puntata | Ospiti Dario Sansone (Foja) ed Eugenio Bennato

È giunta all’ultima puntata ieri sera a Napoli la seconda edizione di “Radio Archivio”, un format musicale che accompagna  lo spettatore attraverso la dimensione live accostata a  quella radiofonica in un percorso indoor ed outdoor, la kermesse è coprodotta da Radio Crc e l’etichetta discografica indipendente partenopea Full Heads. Ospiti della puntata conclusiva Dario Sansone (Foja) ed il maestro Eugenio Bennato.

Si conferma vincente il format realizzato per avvicinare lo spettatore alla dimensione live acustica giunto al suo secondo anno. Cinque mercoledì di dirette radiofoniche e set riadattati a seconda dell’ospite e della sua performance sono andati in onda a partire a novembre con un inizio che ha visto il pienone quando gli ospiti sono stati Roberto Colella (La Maschera) e Peppe Lanzetta, e un finale che non delude le aspettative con Dario Sansone dei Foja, attualmente colui che domina la scena partenopea e nazionale, ed il maestro Eugenio Bennato e i suoi suoni del sud.
Molto spazio è stato lasciato alla musica in questa serata conclusiva, i due conduttori Giuliana Galasso, rappresentante di Radio Crc, giornalista e speaker radiofonica, intrattenitrice del  pubblico presente in sala,  di quello a casa e intervistatrice degli ospiti, e Stefano de Asmundis per Full Heads, che nel lungo percorso di Radio Archivio li hanno presi per mano e condotti in un lungo percorso che accosta musica (live e non) e storia biografica e musicale, ieri sera hanno preferito lasciarli parlare attraverso i loro brani. Una scelta azzeccata, del maestro Bennato si è detto tutto e di più, la sua carriera lo precede, una lunga e accorata intervista avrebbe tolto spazio alla sua arte e non aggiunto contenuti alla curiosità dell’ascoltatore. Discorso analogo per Dario Sansone dei Foja, che come apripista di questa nuova scena inizialmente regionale si sta facendo stendardo della contaminazione con date disseminate in tutta la penisola e anche oltralpe. Candidato ai David di Donatello per il brano “A chi appartieni” contenuto nel film “Gatta Cenerentola”, l’accostamento Sansone – Bennato non risulta così inappropriato, forse coraggioso, ma non inappropriato. Accostare un qualsiasi emergente alla grandezza storica e alla forza che i brani e le melodie di Bennato hanno nella memoria storica di intere generazioni poteva risultare audace, ma Sansone è stato senz’altro una freccia andata a bersaglio, uno destinato a lasciare traccia nella nostra era così come Bennato ha fatto nel tempo.
È Dario il primo ospite e viene accolto con “Curaggio” presente nella scaletta di Radio Crc, ultimo singolo dei Foja che è contenuto nel doppio vinile de “O’ treno che va” uscito a dicembre 2016. Momento del live acustico, tre brani tutti d’un fiato, il doveroso “A chi appartieni” che ha visto noi tutti cantarlo a dita incrociate in virtù della sua candidatura, e gli altri due sono stati scelti “dal popolo”. Ed è subito “Vita” e “O’ ciore e’ ‘o viento” che li hanno consacrati alla realtà musicale dei nostri giorni. Una provocazione parte dalla presentatrice che ricorda a Sansone di quella volta che… un duetto storico fra Dario e Francesco Di Bella (ex 24 Grana) che hanno cantato insieme “Brigante se more”, facendo notare al frontman dei Foja che il “padre” di quel brano sta per condividere il set con lui, creando così attesa ed aspettativa nel pubblico. Un intervallo extra musicale, ma neanche troppo, con il cantautore Luigi Libra e la scrittrice Rosa Alvino che hanno presentato i loro lavori in uscita, ed è subito il momento conclusivo. Sale sul palco immaginario il maestro Bennato, reduce dalla pubblicazione del suo ultimo lavoro discografico “Da che sud è sud”, un progetto innovativo in cui Eugenio ha parlato anche d’amore e non solo di madre patria,  e spazio a “Questione meridionale” e il classico “Mediterraneo”.  Momento radiofonico e venti minuti alla fine della puntata conclusiva. Davvero Bennato ci lascia così? Davvero l’appello della Galasso nessuno lo ha recepito? È così momento bis: “Brigante se more”, Eugenio Bennato featuring un timidissimo Dario Sansone, che con la sua simpatia e potenza di scena non ha mai peccato di timidezza, mai prima d’ora però. Uno spaccato di serata che profuma di sud, che ci ricorda quanto valgono gli ideali e quante persone sono cadute per la propria terra, che è la nostra terra, e che forse ogni tanto ci farebbe bene  ricordarlo ed avere una coscienza un po’ più ecologica, oltre che una memoria un po’ più a lungo raggio. La musica ed il suo potere è proprio qui.

All’inizio di questo viaggio la domanda che più spesso mi sono posta è stata: che fine faranno da quì a dieci anno le  radio, saranno ancora più libere e daranno voce davvero a chiunque o scompariranno sopraffatte dalla potenza della velocità e della fruibilità dello streaming? Per poter dare una risposta a questa mia domanda sono stata assidua, ho partecipato a tutte le dirette di questa rassegna facendo una scelta precisa: essere lì come ascoltatrice e non come professionista, riducendo all’essenzialità questo mio servizio di inviata, e cioè all’inizio ed alla fine, scegliendo di godermi il viaggio e capire se continuare a preferire le radio e se esse stesse hanno ancora ragione di esistere. Il format così creato non ha fatto ricorso a pass omaggio per i concerti più esclusivi (spesso di ospiti internazionali) per il pubblico in sala o a casa, non ha messo in palio compact disc per i “diti più veloci”, gadget e cotillon per i più bravi nei vari contest, non ha ricorso all’esigenza di creare un hastag che contrassegnasse la serata e/o la kermesse, ha creato interazione, ma  non virtuale, reale. Ha creato un momento essenziale per lo stare insieme, uno spazio in cui musica e drink fossero le uniche presenze indispensabili in quelle due ore. Se dovessi dare un solo aggettivo per questa rassegna la chiamerei “Socialità”, una parola troppo inflazionata negli intenti ma mancante nella sostanza. “Radio Archivio”, ci vediamo il prossimo autunno.

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